Crimson Desert, tra numeri da blockbuster e recensioni che dividono
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Redazione Scienza e Tecnologia
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A sette anni dal primo annuncio, l’attesa si è sciolta in una valanga di cifre e giudizi contrastanti. Crimson Desert, il nuovo action adventure open world di Pearl Abyss, quelli di Black Desert Online, ha finalmente fatto il suo ingresso su PC e console, e le prime ore di vita sulla piattaforma Steam raccontano già una storia fatta di picchi da capogiro e accoglienza tiepida. Pubblicato alle 23:00 italiane del 19 marzo, in un orario che avrebbe potuto frenare l’entusiasmo iniziale sul suolo europeo, il Titolo ha comunque trovato la sua strada nei computer di giocatori italiani e non solo, contribuendo a un risultato che, al netto delle premesse, ha del notevole.
I numeri, da Steam al mondo
I dati raccolti da SteamDB parlano chiaro e, per certi versi, sorprendono. Nel momento in cui si scrive, Crimson Desert ha toccato un picco di 239.045 giocatori contemporanei, un traguardo che lo proietta al quinto posto tra i giochi più giocati nelle ultime ventiquattro ore. Davanti a lui, solo mostri sacri del catalogo digitale come Counter-Strike 2, che viaggia su un milione e mezzo di utenti, PUBG: Battlegrounds, Dota 2 e l’inarrestabile Slay the Spider 2. Un quartetto, questo, che rappresenta l’élite della piattaforma, dove i numeri si misurano in centinaia di migliaia. Per un gioco nuovo, nato dalla creatività di uno studio coreano che fino a oggi aveva costruito la sua fama su un MMO, avvicinarsi a queste vette è un risultato di peso. Le prime stime, ancora da prendere con le pinze ma basate sui preordini, parlano di circa 400.000 copie vendute sul solo mercato PC; una base solida che, stando ai trend del settore, potrebbe trovare un’ulteriore accelerazione già nelle prossime ore, e con ancora più probabilità durante il fine settimana, quando il tempo libero dei giocatori si allarga.
Un’avventura gargantuesca tra mercenari e vendetta
Dietro questi numeri c’è un mondo, quello di Pywel, un continente fantasy dalla geografia medievale che Pearl Abyss ha volutamente sovraccarico di stimoli. La trama, che rappresenta il motore narrativo dell’esperienza, segue le vicende di Kliff dei Greymane, un mercenario costretto a ricostruire la sua banda dopo essere stato testimone del brutale attacco dei Black Bear; una scia di sangue che lo spinge verso una vendetta personale. Ma è proprio nella struttura ludica che si annida la complessità del gioco, che in molti – anche nella nostra recensione – hanno definito “contenutisticamente gargantuesca, persino soverchiante”. La quantità di missioni, personaggi secondari, e luoghi da esplorare rischia talvolta di disorientare il giocatore, trasformando la scoperta in una gestione quasi frenetica di una mole di contenuti che non concede tregua.
Il paradosso delle recensioni e il futuro immediato
Se da un lato i numeri degli utenti simultanei dipingono il ritratto di un lancio riuscito – è il quinto titolo più giocato al momento, un posizionamento che pochi nuovi IP riescono a raggiungere – dall’altro lato le recensioni degli utenti si attestano su una valutazione che gli stessi aggregatori definiscono “nella media”. Un giudizio che fotografa una spaccatura: da una parte c’è l’attrattiva immediata, quella che ha portato oltre duecentotrentamila giocatori a connettersi quasi in contemporanea per mettere le mani sull’opera di Pearl Abyss; dall’altra c’è la risposta di chi, dopo averci giocato, ne sottolinea gli eccessi strutturali e una certa dispersività che rischia di appesantire l’esperienza. È il destino di molti open world ambiziosi, che spesso sacrificano la coesione sull’altare dell’estensione.
Il peso di un’attesa lunga sette anni
Crimson Desert arriva sul mercato dopo un ciclo di sviluppo particolarmente lungo, quasi sette anni, e con un carico di aspettative che per Pearl Abyss rappresentava una scommessa inedita. L’abbandono temporaneo dell’impostazione MMO a favore di un action adventure a giocatore singolo era una sfida che poteva rivelarsi un azzardo. I numeri del primo giorno dicono che l’interesse del pubblico c’è, ed è massiccio. I 239.045 utenti simultanei non sono un record assoluto per il genere, ma rappresentano un’incoronazione per uno studio che ha saputo costruire una comunità fedele negli anni di Black Desert. Resta ora da capire come evolverà il trend di vendite e, soprattutto, se la percezione critica, quella che si esprime nelle recensioni, riuscirà a bilanciarsi con l’entusiasmo dei numeri da classifica. Per ora, il gioco è tra i più giocati, il che di per sé è un fatto. E nel panorama videoludico attuale, fatto di lanci spesso dimenticati dopo poche ore, restare ancorati al quintetto di testa della piattaforma di Valve è già di per sé un risultato che pochi possono vantare.




