Dividendi 2026, il lunedì degli stacchi in piazza affari: da Banca Mediolanum a Unicredit
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Mentre il rumore di fondo dei mercati globali si intensifica, complice una volatilità che non accenna a placarsi e scenari geopolitici ancora incerti, c’è una certezza – almeno per gli investitori attenti alle cedole – che continua a scandire il calendario finanziario. Dopo il record storico del 2025, quando la distribuzione complessiva degli utili ha toccato quota 2.300 miliardi di dollari (il quinto consecutivo, a testimonianza di quanto i dividendi siano diventati una leva di rendimento centrale), il 2026 si prepara a replicare, se non a superare, quelle performance. È in questo contesto che si inserisce l’appuntamento di lunedì 20 aprile, una data destinata a entrare nel vivo della stagione degli stacchi per le società quotate a Piazza Affari, relativi ai bilanci dell’esercizio 2025.
I primi segnali di aprile: I.CO.P e Reti aprono le danze
Il mese di aprile, va detto, aveva già offerto un antipasto significativo il lunedì 13, quando due società – I.CO.P e Reti, quest’ultima operativa sull’Euronext Growth Milan – hanno staccato le rispettive cedole, con pagamento previsto a partire dal 15 aprile. Un avvio, quello, che ha permesso di testare la reattività del mercato a poche settimane dalla tornata principale. Tuttavia, è la settimana del 20 aprile a concentrare l’attenzione maggiore, perché saranno otto le società del Ftse Mib, il paniere di punta di Borsa Italiana, a distribuire gli utili ai propri azionisti. Tra queste figurano nomi di primo piano come Banca Mediolanum (con un saldo di 0,65 euro per azione, che porta il totale annuo a 1,25 euro), BancoBPM (saldo a 0,54 euro, totale di 1 euro), Campari (0,10 euro), Ferrari (3,615 euro), Iveco Group (5,8216 euro, definito “straordinario”), Mediobanca (0,63 euro su bilancio semestrale), Prysmian (0,90 euro) e UniCredit (saldo a 1,7208 euro, totale di 3,149 euro).
I rendimenti sul piatto: chi offre di più (e chi meno)
Per valutare l’effettiva appetibilità di questi stacchi, occorre guardare ai dividend yield calcolati sui prezzi di chiusura del 16 aprile. E qui emergono differenze notevoli: BancoBPM, ad esempio, offre un rendimento da saldo del 4,14% che sale a un totale del 7,66% (su un prezzo di 13,05 euro); Banca Mediolanum si attesta sul 3,45% per il solo saldo e sul 6,64% complessivo (prezzo 18,825 euro). Unicredit, da parte sua, presenta un saldo che rende il 2,49% e un totale del 4,55% (a 69,18 euro). Più contenuti, invece, i rendimenti di Campari (1,52% a 6,572 euro), Ferrari (1,18% a 305,1 euro) e Prysmian (0,74% a 121 euro). Particolare il caso di Iveco Group: il suo dividendo straordinario di 5,8216 euro, calcolato su un prezzo di 19,37 euro, genera un rendimento definito “non significativo” nella tabella ufficiale – un’espressione tecnica che lascia intendere una distribuzione una tantum, forse legata a plusvalenze straordinarie o a operazioni societarie.
MidCap e Star: Anima Holding e GeneralFinance fanno da traino
Non solo grandi blue chip. Anche i panieri MidCap e Star offrono spunti interessanti per chi cerca cedole ad alto rendimento. Tra le MidCap, lunedì 20 aprile staccheranno Anima Holding (0,50 euro a 6,92 euro, con un yield del 7,23%, tra i più alti dell’intera giornata) e Maire (0,585 euro a 15,13 euro, yield 3,87%). Nel segmento Star, invece, spiccano Fine Foods & Pharmaceuticals NTM (0,16 euro, prezzo 9 euro, rendimento 1,78%) e GeneralFinance (1,36 euro, prezzo 30 euro, rendimento 4,53%). Quest’ultima cedola, va notato, è contrassegnata come “straordinaria”, così come per Iveco Group, mentre quella di Mediobanca è l’unica su bilancio di sei mesi – un elemento che differenzia la sua natura da quella dei saldi ordinari. I pagamenti, salvo il caso Ferrari che erogherà il 5 maggio, sono tutti previsti a partire dal 22 aprile. Per gli investitori, insomma, la terza settimana di aprile si configura come un appuntamento denso, articolato e – a giudicare dai numeri – tutt’altro da trascurare.




