Lisa Vittozzi sfiora la top ten nella pursuit di Oestersund, vince l'austriaca Hauser
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Redazione Sport
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Il circo bianco del biathlon ha levato le tende da Östersund, dopo una lunga settimana inaugurale che ha visto l’esordio della Coppa del Mondo 2025-2026. L’ultimo atto, la 10 km pursuit femminile disputata domenica 7 dicembre, ha incoronato Lisa Theresa Hauser, la cui prestazione al poligono – impeccabile, con zero errori su venti colpi – le ha permesso di amministrare il vantaggio e tagliare il traguardo in 30:14.2. L’austriaca, che torna al successo in Coppa dopo quasi tre anni, ha preceduto la finlandese Suvi Minkkinen, autrice comunque di un ottimo weekend e ancora saldamente in testa alla classifica generale, e la padrona di casa Anna Magnusson, terza e regolarmente a podio in questa prima tappa.
Il percorso della gara e il rendimento delle azzurre
La prova, che come di consueto ha visto le atlete partire con gli svantaggi maturati nell’individuale di due giorni prima, ha registrato una prestazione di sostanza per la compagine italiana. Lisa Vittozzi, partita dalla quattordicesima piazza, ha condotto una gara solida, macchiata da due errori di troppo nelle due sessioni centrali in piedi – un “uno” e uno “zero” – che le hanno precluso l’aggancio al gruppo della top ten. Chiudendo con due bersagli colpiti nell’ultima frazione in piedi, la fondista di Sappada ha fissato il suo tempo a +1:25.5 dalla vincitrice, piazzandosi all’undicesimo posto assoluto. Un risultato che, seppur di poco fuori dalla zona nobile della classifica, conferma la sua competitività nella frazione sciistica e lascia margini di miglioramento per il tiro, suo storico punto di forza.
Wierer a punti, dietro le difficoltà di Carrara e Auchentaller
A punti è giunta anche Dorothea Wierer, che dalla venticinquesima posizione di partenza ha operato una rimonta, pur pagando tre errori al poligono – due in piedi e uno in piedi nell’ultima stazione. La sua gara, condotta con la consueta scioltezza sugli sci, le è valsa il diciannovesimo posto finale, a +1:48.4. Decisamente più in difficoltà, invece, Samuela Comola, quarantesima, e ancor più Michela Carrara e Hannah Auchentaller, rispettivamente 59esima e 57esima, le quali non sono riuscite a entrare nella zona punti, ossia la top quaranta, dimostrando come la costanza al tiro in condizioni variabili resti un fattore discriminante in questo livello di competizione.
Il bilancio della trasferta scandinava
La trasferta svedese, nel suo complesso, consegna quindi alla squadra italiana segnali contrastanti ma non privi di elementi positivi. La presenza di due atlete nella top venti della pursuit, disciplina che premia la regolarità, è un dato incoraggiante, così come la sciata di Vittozzi. Tuttavia, l’assenza di altre rappresentanti azzurre tra le prime quaranta e le prove al poligono non perfette lasciano intendere che il lavoro da svolgere per essere competitive in ogni gara è ancora considerevole. Il circus del biathlon ora si sposterà verso altri scenari, dove le condizioni e le pressioni saranno diverse, offrendo nuove occasioni per misurare i progressi del gruppo.




