L’Italia continua la sua rincorsa, tra la rabbia di Fontana e le speranze riposte in Tabanelli e Conti-Macii

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La macchina azzurra, dopo aver polverizzato ogni primato precedente toccando quota ventidue medaglie complessive — e con otto ori che già rappresentano un’eredità pesante per le generazioni future — non accenna a fermarsi, anzi, spinge sull’acceleratore in questa settimana conclusiva dei Giochi di casa, sebbene la giornata di lunedì 16 febbraio abbia regalato un cocktail di emozioni contrastanti, fatte di delusioni cocenti e di concrete possibilità di allungare ulteriormente questo già ricchissimo bottino -2.

Il giorno della furia sportiva e dei contatti al limite

È stata Arianna Fontana, senza dubbio, la protagonista più attesa e al tempo stesso la più sfortunata della decima giornata di gare. La campionessa valtellinese, che con la sua sola presenza aveva già staccato un pezzo di storia eguagliando record su record, si presentava ai blocchi di partenza dei mille metri dello short track con la speranza di aggiungere un altro capitolo alla sua infinita leggenda. E invece, in una finale ad altissima tensione, è accaduto l’imponderabile: un contatto con la cinese Gong Li, giudicato regolare dalla giuria nonostante le vibranti proteste, l’ha privata di fatto della possibilità di lottare per un podio che sembrava alla sua portata, costringendola a un amaro quarto posto. La frustrazione, nelle parole rilasciate a caldo dalla diretta interessata, era palpabile: «mi ha sportellata alla grande», ha dichiarato, lasciando trasparire tutto il rammarico per un’occasione sfumata a causa di un episodio che, sebbene rientri nelle logiche talvolta spietate di questa disciplina, lascia l’amaro in bocca.

Ma lo short track non ha regalato solo amarezze. Poco dopo, il testimone della speranza è passato agli uomini della staffetta dei cinquemila metri, i quali, con una prova di carattere e intelligenza tattica, sono riusciti a strappare un pass per l’agognata finale in programma per venerdì, tenendo alto il morale di un intero movimento -5.

Lo slalom maschile e le altre speranze del pomeriggio

Sulle nevi di Bormio, la prova di slalom speciale maschile si è trasformata in un vero e proprio scoglio per i colori azzurri. La pista, resa insidiosa da una fitta nevicata che ha messo a dura prova la visibilità e la tenuta degli atleti, ha letteralmente falcidiato le speranze di podio tricolore. Alex Vinatzer, su cui molti avevano riposto le maggiori aspettative, è stato tra i primi a dover abdicare, tradito da un errore dopo pochi paletti che lo ha costretto al ritiro. Stessa sorte è toccata a Tommaso Sala, mentre Tobias Kastlunger ha chiuso lontano dalle posizioni di vertice. A salvare parzialmente la giornata è stato Tommaso Saccardi, unico italiano a tagliare il traguardo della seconda manche, piazzandosi comunque al dodicesimo posto finale in una gara che ha visto il trionfo dello svizzero Loïc Meillard.

Parallelamente, nell’impianto di Cortina, procedeva il torneo di curling. La squadra maschile, quella guidata da Amos Mosaner, era impegnata nel round robin contro la Cina, mentre in serata è toccato alle ragazze di Stefania Constantini affrontare la temibile formazione a stelle e strisce, in una fase di girone che comincia a delineare le gerarchie per le eliminatorie -1-2.

Verso la sera: l’acrobatica attesa per Tabanelli e il ghiaccio dei sogni

Con il passare delle ore, l’attenzione del pubblico si è però inevitabilmente spostata verso gli eventi in programma nella tarda serata. Tutti gli occhi sono puntati sul Livigno Snow Park, dove Flora Tabanelli e Maria Gasslitter si apprestano a sfidare il cielo e la gravità nella finale del big air femminile di sci freestyle. Una disciplina spettacolare, che combina potenza e creatività, e che potrebbe regalare all’Italia una medaglia inattesa fino a poche settimane fa, dimostrando la profondità di un movimento in costante crescita.

Infine, il clou della serata è destinato ad arrivare dal ghiaccio della Milano Ice Skating Arena. Sara Conti e Niccolò Macii, campioni europei nel 2023 e da allora sempre tra i protagonisti della scena mondiale del pattinaggio di figura, sono pronti a calcare il ghiaccio per il programma libero delle coppie. Insieme a loro, anche Rebecca Ghilardi e Filippo Ambrosini, in una doppia chance storica per l’Italia che mai era riuscita a piazzare due coppie così in alto in una competizione olimpica -2. L’obiettivo, per Conti e Macii, è quello di conquistare un podio che rappresenterebbe una pietra miliare per la disciplina, un sogno che stasera potrebbe trasformarsi in una magnifica realtà sotto gli occhi di un intero Paese.

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