Sara Curtis, l’oro europeo e il record del mondo nei 50 dorso che riscrive la storia del nuoto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La piscina di Parigi è stata il palcoscenico di una delle imprese più straordinarie degli ultimi anni, e a firmarla è stata una ragazza piemontese di 19 anni, Sara Curtis, che ha letteralmente infranto ogni barriera nei 50 metri dorso. Nel giro di ventiquattro ore, la nuotatrice azzurra ha prima cancellato il record del mondo che resisteva da tre anni e poi lo ha ritoccato in finale, consegnandosi un oro europeo che sa di leggenda e regalando all'Italia un nuovo, straordinario capitolo della sua storia natatoria.

Da semifinale a finale: due record in meno di un giorno

La cavalcata di Sara Curtis verso il titolo continentale è stata un crescendo di emozioni e prestazioni al limite dell’umano. Mercoledì 12 agosto, nella semifinale dei 50 dorso, la giovane atleta dell’Esercito e del Centro Sportivo Roero aveva già fatto tremare il mondo del nuoto fermando il cronometro a 26"63, cancellando di fatto il precedente primato di 26"86 che apparteneva all'australiana Kaylee McKeown dal 2023. Un tempo che da solo valeva già una storica impresa, eppure Curtis non si è accontentata.

Il giorno dopo, giovedì 13 agosto, in finale e sotto la pressione di una medaglia d'oro da conquistare, ha nuotato con una determinazione e una cattiveria agonistica che hanno lasciato senza fiato gli spettatori e gli avversari: 26"56, sette centesimi in meno del record stabilito appena ventiquattr'ore prima, un nuovo primato mondiale che proietta la diciannovenne tra le stelle assolute del nuoto internazionale. Una doppietta che in pochi avevano mai realizzato, un'impresa che ha reso la serata parigina indimenticabile per tutto il movimento azzurro.

Un dominio netto e una medaglia che vale una carriera

La finale dei 50 dorso non ha avuto praticamente storia. Sara Curtis, partita dalla corsia numero 4 con un tempo di reazione di 0,57, ha preso subito il comando, costruendo una gara senza sbavature e mantenendo un ritmo elevatissimo che ha lasciato sul posto le avversarie. Con mezzo secondo di vantaggio sulla francese Mary-Ambre Moluh, argento con 27"06, e sulla britannica Lauren Cox, terza in 27"15, la nuotatrice azzurra ha dominato la scena dall'inizio alla fine, rendendo l'idea della sua schiacciante superiorità su questa distanza.

Questo oro rappresenta la sua prima grande consacrazione a livello senior in una gara individuale, ma a Parigi Curtis ha già dimostrato di essere una presenza fissa sul podio, avendo conquistato in precedenza il bronzo nei 100 stile libero e l'argento con la staffetta 4x100 stile libero femminile. La sua versatilità e la capacità di eccellere in più specialità, unite a una maturità fuori dal comune, fanno di lei una delle atlete più complete e promettenti del panorama mondiale.

Il trionfo celebrato dalle istituzioni e il valore di un esempio

L'eco dell'impresa di Sara Curtis ha varcato i confini della piscina, raggiungendo le più alte cariche dello Stato. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, l'ha videochiamata per porgere le sue congratulazioni personali, definendo la sua impresa motivo di "tanto, tanto orgoglio" e scherzando sulla premiazione del Settecolli di giugno, dove già aveva fatto segnare il record europeo.

Ma non è finita qui: il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, ha voluto comunicare direttamente alla neo-campionessa la sua nomina ad Ambasciatrice della Diplomazia dello Sport, un riconoscimento che la affianca alla tuffatrice Chiara Pellacani e che celebra il ruolo dello sport come strumento di promozione dell'Italia nel mondo.

La sua storia, quella di una ragazza che ha scelto di andare ad allenarsi all'Università della Virginia per inseguire i suoi sogni e che oggi vede i suoi sforzi ripagati con gli interessi, sta diventando un esempio per tutto il movimento giovanile, come confermato anche dalle parole del presidente della Federnuoto Paolo Barelli.

Un futuro da record per la nuova stella azzurra

Con il tempo di 26"56, Sara Curtis si è ritagliata un posto nella storia non solo come campionessa europea, ma come detentrice del record mondiale nella specialità che farà il suo esordio olimpico a Los Angeles 2028. La sua ascesa è stata inarrestabile e, in meno di un mese, ha migliorato il suo primato personale di 51 centesimi, passando dal 27"07 del Settecolli al fenomenale 26"56 di Parigi.

Nella graduatoria all-time dei 50 dorso, la giovane piemontese occupa ora da sola la prima posizione, con un vantaggio di trenta centesimi sulla stessa McKeown, e ha stabilito di fatto la seconda prestazione più veloce di sempre con il 26"63 della semifinale. Al momento di ricevere la medaglia e ascoltare l'inno di Mameli, la sua emozione era tangibile, e le sue parole – "Sono felice di scrivere la mia storia e quella dell'Italia" – suonano come un'avvisaglia di un futuro che si preannuncia già ricco di nuove, straordinarie soddisfazioni.

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