Emergenza influenza e carenza di medici, il sistema sanitario campano sotto pressione

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Un’ondata di casi gravi di influenza, che spesso sfociano in polmoniti, sta mettendo a durissima prova gli ospedali della Campania, i cui pronto soccorso sono presi d’assalto da pazienti con insufficienze respiratorie, molti dei quali non vaccinati. La situazione, definita critica, ha costretto alcuni grandi presidi, come il Ruggi di Salerno, a sospendere i ricoveri ordinari per far fronte all'emergenza, mentre l’intera rete ospedaliera regionale naviga in uno stato di stress acuto che coinvolge, peraltro, anche i medici di famiglia e i pediatri di base.

L'allarme dell'Ordine: pronto soccorso al collasso e territori abbandonati

A lanciare un grido d’allarme è l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e provincia, il cui presidente, Bruno Zuccarelli, esprime forte preoccupazione per il sovraccarico che da settimane attanaglia i reparti di emergenza. “La conseguenza diretta dell’ondata influenzale”, afferma Zuccarelli, si scontra con una carenza cronica di medici di medicina generale sul territorio, che spinge i cittadini a riversarsi nelle strutture ospedaliere, le quali finiscono così per trasformarsi nell’unica porta di accesso al sistema sanitario, snaturando la loro funzione originaria di presidi per le urgenze acute.

Il paradosso burocratico: 400 medici bloccati sulla carta

La gravità della situazione è amplificata da un paradosso amministrativo che Zuccarelli denuncia con forza: a fronte di una carenza stimata in circa settecento unità, ben quattrocento assegnazioni di medici di famiglia, decise già a dicembre, rimangono bloccate da intoppi burocratici. Questi professionisti, in attesa della documentazione definitiva, non possono quindi entrare in servizio e aprire i nuovi studi nelle aree più bisognose, spesso periferiche o interne, lasciando di fatto scoperti migliaia di assistiti. Si stima che solo nell’area napoletana siano circa centocinquantamila i cittadini privi di un riferimento medico di base.

Il monitoraggio costante negli ospedali

Mentre la macchina burocratica arranca, le strutture ospedaliere intensificano il monitoraggio. All’azienda San Giuseppe Moscati di Avellino, ad esempio, la direzione strategica segue con attenzione costante l’andamento degli accessi e dei ricoveri correlati alle complicanze della sindrome stagionale, registrando un afflusso significativo, seppur per ora nei limiti delle medie attese. La vigilanza resta alta in tutta la regione, dove il picco influenzale, favorito anche dalle basse temperature, continua a generare un numero elevato di ricoveri per quadri clinici complicati da sovrainfezioni batteriche.

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