Il Canada rimonta la Finlandia e vola in finale: ora è caccia all'oro di domenica
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Redazione Sport
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Il copione, a questo punto, inizia a diventare fin troppo familiare per i tifosi canadesi: una partenza contratta, la necessità di rincorrere e, infine, la capacità di trovare le energie per ribaltare tutto. Contro la Finlandia, nella semifinale olimpica di hockey su ghiaccio maschile, la nazionale della Foglia d’Acero ha offerto l’ennesima prova di forza e carattere, imponendosi per 3-2 e staccando il pass per la finalissima in programma domenica. I nordici, campioni in carica, dovranno invece accontentarsi di giocarsi il bronzo. La partita, giocatasi alla Milano Santagiulia Ice Hockey Arena, ha visto i finlandesi partire fortissimo, riuscendo a mettere in difficoltà i favoriti con un gioco ordinato e cinico. Il vantaggio, arrivato al 16’55’’ del primo tempo con Mikko Rantanen in powerplay, è stato il preludio al raddoppio firmato Erik Haula al 23’26’’ del periodo centrale, arrivato addirittura in inferiorità numerica, un episodio che avrebbe potuto spezzare le gambe a chiunque. Così non è stato per il Canada che, seppur privato del suo capitano Sidney Crosby, ha iniziato a macinare gioco, alzando il ritmo in maniera progressiva e inesorabile. La reazione, come spesso accade quando in pista ci sono campioni del calibro di Connor McDavid, è stata una questione di tempo. Il primo squillo è arrivato al 34’20’’, sempre in superiorità: Cale Makar ha provato la conclusione dalla blu e Sam Reinhart, lesto nel deviare, ha riacceso le speranze canadesi.
L’assedio finale e la magia di MacKinnon a pochi secondi dalla sirena
L’ultima frazione di gioco si è trasformata in un vero e proprio assedio, con la Finlandia costretta a difendersi con ordine ma anche con un’inevitabile dose di sofferenza. Il pareggio, maturato al 50’34’’, porta la firma di Shea Theodore: il suo tiro potente e preciso non ha lasciato scampo al portiere finlandese Juuse Saros, gelando il pubblico scandinavo e scatenando l’entusiasmo del contingente canadese. A questo punto la partita sembrava avviata verso i tempi supplementari, ma il Canada aveva ancora un’ultima, decisiva freccia al suo arco. A 35 secondi dalla sirena finale, approfittando di una superiorità numerica, McDavid ha confezionato un assist al bacio per Nathan MacKinnon, il cui tiro non ha dato scampo a Saros, fissando il punteggio sul 3-2 definitivo. Una rete che ha scatenato la gioia dei giocatori canadesi e di tutti i tifosi presenti sugli spalti. La squadra nordamericana, già vittoriosa in rimonta nei quarti contro la Cechia, ha così confermato una solidità mentale fuori dal comune, dimostrando di saper soffrire e colpire nei momenti cruciali. L’assenza di Crosby, infortunatosi nella partita precedente, non ha quindi impedito a questo gruppo di trovare i leader giusti sul ghiaccio, con un McDavid da autentico fuoriclasse.
L’altra semifinale e l’attesa per l’avversario
Mentre il Canada festeggia, l’attenzione degli appassionati si sposta ora sull’altra semifinale, quella che vede contrapposti gli Stati Uniti e la Slovacchia. Gli americani, trascinati da un roster altrettanto stellare, partono con i favori del pronostico, ma dovranno guardarsi da una squadra slovacca che, forte del bronzo vinto quattro anni fa a Pechino, ha dimostrato di poter competere ai massimi livelli. Sarà proprio la vincente di questo confronto a sfidare il Canada per la medaglia più ambita. Per i finlandesi, invece, l’appuntamento è per la finale per il bronzo, in programma sabato, contro la perdente dell’altra semifinale. Una consolazione amara per una squadra che ha sfiorato l’impresa, ma che dovrà trovare la forza di reagire per concludere il torneo nel migliore dei modi possibili. Il torneo olimpico maschile si avvia dunque verso il suo atto conclusivo, con la promessa di due sfide che si preannunciano combattutissime. Il Canada attende, forte della sua esperienza e della consapevolezza di avere una marcia in più nei momenti che contano.




