Il Canada vola in finale, rimonta da manuale contro la Finlandia: ora l'ultimo atto sarà a dir poco stellare
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Redazione Sport
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L’Arena Santa Giulia di Milano, scenario sin qui di un torneo olimpico di hockey su ghiaccio maschile tornato ad altissimi livelli dopo l’assenza dei campioni Nhl, ha assistito a una rimonta che sa di impresa, seppur firmata dai favoritissimi nordamericani. Il Canada, formazione che non vinceva l’oro dai Giochi di Sochi del 2014 ed è stata privata per infortunio della sua stella assoluta, Sidney Crosby, ha strappato il pass per la finale di domenica al termine di una semifinale giocata per larghi tratti in salita. Di fronte c’era la Finlandia, campione uscente in carica nonostante nell’edizione di Pechino 2022 mancassero i giocatori provenienti dalla Lega professionistica statunitense, e i ragazzi di Jukka Jalonen hanno dimostrato perché possano sempre essere considerati una corazzata nei momenti che contano.
I finlandesi, forti di un approccio tattico pressoché perfetto e di una concretezza sottoporta che per quasi due periodi ha imbrigliato le trame offensive canadesi, sono riusciti a confezionare un doppio vantaggio che sembrava poter indirizzare la contesa sui binari dell’equilibrio. Al 16’55’’ del primo drittel, sfruttando una superiorità numerica, Mikko Rantanen, stella dei Dallas Stars, ha insaccato con un wrist shot preciso, spiazzando il portiere canadese Jordan Binnington e portando in vantaggio la sua squadra. L’inizio del secondo tempo, per i canadesi, si è fatto ancora più amaro: al 23’26’’ Erik Haula, approfittando di una disattenzione della retroguardia a stelle e strisce e addirittura in inferiorità numerica, ha firmato il 2-0 con una splendida conclusione in breakaway, facendo letteralmente esplodere la panchina finlandese e gettando nello sconforto i tifosi nordamericani presenti sugli spalti.
La reazione del Canada, va detto, è stata quella che ci si aspetta da una squadra abituata a vincere e carica di talento generazionale. Non a caso la selezione della Foglia d’acero ha aumentato il ritmo in maniera forsennata, costringendo la Finlandia a difendersi nella propria zona per interi minuti, con un possesso disco asfissiante. La pressione costante, un vero e proprio assedio, ha finalmente portato i suoi frutti sul finire della seconda frazione: al 33’35’’ Sam Reinhart, deviando magistralmente un tiro dalla bluastra di Cale Makar in power-play, ha accorciato le distanze, riaprendo di fatto una partita che sembrava ormai incanalata. Il terzo tempo è stato un monologo canadese, con i finlandesi incapaci di allontanare il pericolo e costretti a subire le ondate offensive di Connor McDavid e compagni.
Il pareggio, nell’economia della gara, è arrivato al 50’34’’ con un bolide dalla distanza del difensore Shea Theodore, un tiro che probabilmente ha beneficiato di una deviazione o comunque di una leggera cortina davanti a Juuse Saros, portiere finlandese sino a quel momento prodigioso. Quando ormai la partita sembrava avviarsi verso i supplementari, a trentacinque secondi dalla sirena finale, Niko Mikkola ha commesso un’ingenuità punita con una penalità. In power-play, Nathan MacKinnon ha ricevuto un assist al bacio da McDavid e ha fulminato Saros con un one-time imparabile, completando una rimonta che profuma di storia. Appuntamento a domenica per la finale, che potrebbe essere contro gli Stati Uniti, impegnati stasera nella seconda semifinale contro la sorprendente Slovacchia.
Lollobrigida tredicesima nei 1500 metri, delusione per l’azzurra
Non è arrivato il podio, questa volta, per Francesca Lollobrigida. La pattinatrice di velocità azzurra, reduce da due ori splendidi nei 3000 e nei 5000 metri, ha chiuso al tredicesimo posto la finale dei 1500 metri andata in scena nel pomeriggio al Milano Ice Park. Una gara, quella sulla distanza, che l’atleta stessa aveva definito non del tutto nelle sue corde preferenziali e in cui, di fatto, non è mai riuscita a inserirsi nella lotta per le medaglie. L’oro è andato all’olandese Antoinette Rijpma-de Jong, che ha preceduto la norvegese Ragne Wiklund e la canadese Valerie Maltais. La Lollobrigida tornerà sul ghiaccio domani per la mass start, ultima occasione per salire ancora sul podio di fronte al pubblico di casa e, magari, regalarsi un altro sorriso in una Olimpiade sin qui trionfale.
Biathlon, problemi fisici per Giacomel: si ferma nella mass start
Giornata da dimenticare per il biathlon azzurro, e in particolare per Tommaso Giacomel, grande speranza di medaglia nella 15 km mass start. L’azzurro, che aveva già dovuto fare i conti con un leggero malore durante la prova di ieri e che oggi si era presentato al via nonostante qualche acciacco, è stato costretto al ritiro prima del termine della gara. Le sue condizioni, a quanto si apprende, non destano particolari preoccupazioni, ma la scelta di fermarsi è apparsa inevitabile per non rischiare conseguenze peggiori. Hanno concluso la prova, invece, Lukas Hofer e Nicola Romanin, piazzatosi lontani dalle posizioni che contano in una gara vinta dal norvegese Sturla Holm Laegreid.
Sci cross, Jole Galli in semifinale ma senza podio
Finisce con un sapore agrodolce l’avventura di Jole Galli nello ski cross femminile a Livigno. L’azzurra, dopo aver superato agevolmente ottavi e quarti di finale, è riuscita a staccare il pass per la semifinale, accarezzando il sogno di una medaglia olimpica. Nella gara che valeva l’accesso alla finale, però, la Galli non è riuscita a tenere il passo delle avversarie più attrezzate, dovendo così accontentarsi di partecipare alla finale per il quinto posto, lontana dalle zone nobili della classifica. La vittoria è andata alla tedesca Daniela Maier, che ha preceduto la svizzera Fanny Smith e la svedese Sandra Näslund.




