Distributori carburanti nei piccoli centri, Cesetti: «Bisogna mantenerli»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nelle zone interne delle Marche un Comune su tre è privo di una stazione di rifornimento, un dato che riporta al centro il problema dei distributori carburanti nei piccoli centri e della progressiva riduzione dei servizi di prossimità. A sollevare la questione è il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti, che ha depositato un’interpellanza per chiedere alla Giunta interventi a sostegno degli impianti presenti nei piccoli Comuni e nelle aree interne. Per Cesetti la scomparsa delle stazioni di servizio rappresenta un ulteriore impoverimento dei territori montani e pedemontani, già interessati dallo smantellamento di sportelli bancari e dai tagli operati da Poste Italiane, con conseguenze dirette per residenti, lavoratori e attività economiche.

Un Comune su tre senza distributore nelle aree interne delle Marche

La situazione descritta da Cesetti riguarda soprattutto quei territori lontani dai principali centri urbani, dove la presenza di un distributore non costituisce soltanto un servizio commerciale, ma una risposta concreta alle necessità quotidiane di chi deve spostarsi per lavoro, per raggiungere servizi o per portare avanti un’attività. Secondo il consigliere regionale, la progressiva cancellazione di questi presidi si inserisce in un processo più ampio che ha già coinvolto banche e uffici postali. La riduzione dei punti di rifornimento aumenta così le difficoltà per chi vive e lavora nelle zone montane e pedemontane, costringendo cittadini, imprese e artigiani a fare i conti con una rete di servizi sempre più ridotta e distante.

Da questa situazione nasce la richiesta di un intervento regionale. Cesetti ha infatti sollevato il tema attraverso un’interpellanza, indicando la necessità di sostenere i distributori di carburante nei piccoli Comuni e nelle aree interne e richiamando l’ipotesi di un Fondo regionale. Il punto centrale è evitare che la progressiva scomparsa degli impianti lasci altri paesi completamente scoperti. Il consigliere del Pd considera inaccettabile la cancellazione dei presidi di prossimità e lega il mantenimento delle stazioni di rifornimento alla possibilità di garantire servizi essenziali a territori che hanno già subito una consistente riduzione delle strutture disponibili.

La “Benzina del Sindaco” e i distributori gestiti dai Comuni

Accanto all’allarme per gli impianti che scompaiono stanno emergendo esperienze di gestione comunale dei distributori. Tra quelle citate c’è la realtà della “Benzina del Sindaco” nata a Valle Castellana con un distributore comunale, mentre a Ripatransone è indicato l’arrivo, prima della fine dell’anno, di un distributore sempre a prezzi calmierati. Sono iniziative che stanno ottenendo consenso e che vengono presentate come una risposta concreta ai bisogni dei cittadini, delle imprese e degli artigiani residenti nelle aree interne. La gestione a livello comunale punta a mantenere un servizio di rifornimento anche dove la presenza di impianti tradizionali si sta riducendo, evitando che interi piccoli centri restino senza un punto disponibile sul territorio.

Un altro esempio arriva da Costa Valle Imagna, Comune con meno di 550 abitanti situato a mille metri di altitudine e a 45 minuti di auto da Bergamo. Qui il distributore è gestito direttamente dal Comune e se ne occupano l’assessore all’ambiente insieme con un volontario, una modalità che consente di abbattere i costi. L’obiettivo dichiarato è mantenere prezzi più bassi rispetto a quelli della valle e servire sia i cittadini sia i turisti. Nell’esperienza riportata vengono indicati prezzi di 2,099 per il diesel e 1,979 per la benzina, mentre viene riferita anche una differenza di alcuni centesimi rispetto alla valle resa possibile dalla gestione comunale.

La richiesta di mantenere i presidi nei piccoli Comuni

Le esperienze dei distributori comunali entrano quindi nello stesso confronto aperto nelle Marche sulla tenuta dei servizi nelle aree interne. Il tema sollevato da Cesetti non riguarda soltanto il numero degli impianti rimasti attivi, ma la possibilità per piccoli paesi, territori montani e zone pedemontane di continuare ad avere un punto di rifornimento vicino. L’assenza di una stazione di servizio si somma infatti alla riduzione degli sportelli bancari e postali già registrata in diversi territori, aggravando i disagi per chi deve utilizzare quotidianamente l’auto o i mezzi di lavoro. L’interpellanza depositata dal consigliere regionale del Pd chiede per questo alla Giunta misure di sostegno capaci di mantenere i distributori nei piccoli Comuni e contrastare la progressiva scomparsa di un altro servizio di prossimità.

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