Messina, revocata la sospensione per l'alunno autistico
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Redazione Interno
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Il dirigente scolastico dell'istituto Manzoni-Dina e Clarenza di Messina ha formalmente ritirato il provvedimento disciplinare che aveva colpito un undicenne con disturbo dello spettro autistico di livello grave, il quale, a causa di un gesto inappropriato verso una compagna, era stato allontanato dalla scuola. La revoca, che pone fine a un acceso dibattito protrattosi per giorni, è stata annunciata dopo che gli stessi specialisti che seguono il ragazzo avevano chiarito come, data la gravità della sua condizione, egli non fosse in grado di comprendere la natura delle proprie azioni, compromesse da un deficit socio-relazionale che ne limita drasticamente la consapevolezza.
Le pressioni politiche e la richiesta di ispettori
Sul caso, che ha rapidamente oltrepassato i confini dell'istituto, erano intervenuti con decisione i deputati di Sud chiama Nord all'Ars, Cateno De Luca, Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto, i quali, denunciando la palese sproporzione della sanzione, avevano sollecitato l'invio di ispettori per accertare le dinamiche che avevano condotto a una decisione giudicata da molti incomprensibile. La loro presa di posizione, che faceva leva proprio sulle perizie mediche, ha contribuito a mantenere alta l'attenzione su una vicenda la cui complessità richiedeva, a loro avviso, un approccio ben diverso da quello meramente punitivo inizialmente adottato.
La marcia indietro del preside Bonardelli
A compiere il passo indietro, dunque, è stato il professor Michele Bonardelli, il quale, dopo aver valutato l'insieme delle circostanze e le specificità del minore coinvolto, ha deciso di archiviare la pratica disciplinare. La sospensione, che aveva generato un vespaio di polemiche tra genitori e addetti ai lavori, si è rivelata uno strumento inadatto a gestire una situazione che affonda le sue radici in una disabilità conclamata, per la quale le vie educative e di supporto sono ritenute, dagli esperti, le uniche percorribili.
Il ritorno in classe e il dibattito sulle procedure
Con la revoca del provvedimento, il ragazzino ha potuto fare ritorno in classe, mentre il caso riaccende il dibattito, mai sopito, sulla formazione del personale scolastico riguardo alla gestione degli alunni con esigenze speciali. L'episodio di Messina, al di là dello specifico, ha messo in luce la necessità di protocolli chiari che, bilanciando la sicurezza di tutti con le oggettive difficoltà di alcuni studenti, sappiano offrire risposte non stigmatizzanti ma inclusive, evitando di trasformare un deficit in una colpa.




