Detenuto morto alla Dogaia di Prato, aperta un'inchiesta sul decesso del 26enne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un detenuto morto alla Dogaia di Prato è stato trovato senza vita all'alba nella cella dove era recluso. Si tratta di Dennis Antonio Rodriguez Matute, 26 anni, originario dell'Honduras, arrestato con l'accusa di tentato omicidio insieme a un sedicenne italiano nell'ambito dell'aggressione al cameriere Iacopo Cerbai, accoltellato al cuore nella notte del 12 maggio in piazza Mercatale. L'allarme è stato dato dai due compagni di cella, che lo hanno trovato privo di sensi. Le cause del decesso non sono ancora state accertate e saranno oggetto degli accertamenti disposti dall'autorità giudiziaria.

La Procura indaga sul decesso del detenuto

La Procura di Prato ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di "morte come conseguenza di un altro reato" in relazione alla morte del ventiseienne. È stata inoltre disposta l'autopsia, che dovrà chiarire le cause esatte del decesso. Tra gli aspetti che dovranno essere verificati figura anche l'eventuale assunzione di sostanze nella serata precedente alla morte. Gli accertamenti sono finalizzati a ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti al ritrovamento del corpo e a individuare gli elementi utili per chiarire la dinamica dei fatti.

Rodriguez Matute avrebbe dovuto essere ascoltato dalla Procura nell'ambito della denuncia presentata dopo l'arresto, nella quale aveva riferito di presunte violenze subite durante le operazioni di fermo. Anche questo elemento rientra nel contesto della vicenda che precede il decesso e sarà parte del quadro esaminato dagli inquirenti insieme agli altri accertamenti già avviati.

Le reazioni politiche dopo la morte nel carcere di Prato

La morte del detenuto ha suscitato la reazione del Partito Democratico, che ha espresso sconcerto per quanto accaduto nel carcere della Dogaia. I deputati Christian Di Sanzo e Marco Furfaro hanno parlato di un istituto caratterizzato dalla carenza di medici, educatori e personale di polizia penitenziaria, sostenendo che la struttura venga mantenuta operativa grazie al sacrificio di chi vi lavora ogni giorno. Nelle loro dichiarazioni hanno rivolto critiche al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al governo guidato da Giorgia Meloni, definendo la situazione come quella di un sistema al collasso.

Le cause della morte restano comunque ancora da accertare e gli esiti dell'autopsia saranno determinanti per chiarire l'origine del decesso del ventiseienne. L'inchiesta aperta dalla Procura rappresenta il principale strumento investigativo per ricostruire i fatti, mentre proseguono le verifiche sulle circostanze che hanno preceduto il ritrovamento del detenuto senza vita all'interno della sua cella nel carcere della Dogaia.

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