La foto di Meloni con Squarta diventa un caso: «Mio padre? Siamo al cabaret»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un’immagine sgranata, un rimando ingannevole, e l’ennesima tempesta social prontamente smontata dai fatti. Giorgia Meloni, presidente del consiglio, si trova ancora una volta a dover replicare a una ricostruzione virale che, nelle ultime ore, ha provato a trasformare un vecchio scatto di militanza politica in una presunta prova di una menzogna personale. La fotografia, diffusa da alcuni profili, la ritrae accanto a un uomo più maturo; la didascalia malevola – laddove circolava – suggeriva che si trattasse di Franco Meloni, il padre della premier, con l’obiettivo implicito di sostenere che lei lo avesse incontrato anche in età adulta, contraddicendo quanto dichiarato in Aula. «Il tutto per sostenere che avrei mentito quando ho detto di non averlo più visto da quando avevo 11 anni», ha tagliato corto la stessa Meloni, con un’ironia che non lascia spazio a equivoci.

La smentita secca: «Marco Squarta è più giovane di me»

A smontare pezzo per pezzo la narrazione distorta ci ha pensato direttamente il protagonista involontario di quella foto, l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Marco Squarta. «Quello nella foto sono io, non suo padre», ha chiarito l’esponente umbro, sottolineando un dettaglio non secondario: l’uomo ritratto accanto a una giovane Meloni non solo non è il genitore della premier, ma è persino più piccolo di lei anagraficamente. «Marco Squarta – ha ribadito la presidente del consiglio – è anche più piccolo di me. Certo, capisco che da quella foto qualcuno avrebbe potuto scambiarlo pure per mio nonno… A questo punto non siamo più nemmeno al fango». Una stoccata, quest’ultima, che riassume il tono di una vicenda giudicata al confine tra il grottesco e la deliberata manipolazione.

«Denuncio per lo scambio di persona»: la replica dell’eurodeputato

Squarta, dal canto suo, non ha usato mezzi termini nel raccontare l’origine della bufala. «Alcuni profili di persone – ha spiegato in un post su Facebook – alcuni addirittura con le cinque stelle nell’immagine di copertina, hanno preso una mia foto di oltre vent’anni fa insieme a Giorgia Meloni, una foto normalissima tra ragazzi, un ricordo come ce ne sono migliaia». L’eurodeputato, mostrandosi consapevole della portata virale del fenomeno, ha parlato apertamente di «bugia costruita da zero» e di un’operazione che trasforma «una scena reale in qualcosa che con la realtà non ha nulla a che vedere». La volontà di sporgere denuncia per lo scambio di persona, ventilata dallo stesso Squarta, aggiunge un potenziale risvolto giudiziario a una vicenda che, almeno per ora, vive interamente nella trincea della disinformazione digitale.

Uno scatto del 2022, rispolverato per attaccare

La foto incriminata, come ha fatto notare lo stesso interessato, non è nemmeno un’immagine inedita o di difficile datazione: era già stata pubblicata in un articolo dell’Ansa nel 2022. La sua circolazione attuale, dunque, non nasce da un ritrovamento fortuito, ma da una volontà precisa di riattivare un contenitore visivo per dargli un significato diverso, se non opposto, a quello originale. La circostanza che tra i primi a diffonderla figurino account con simbologie riconducibili ad altre aree politiche, sebbene non sia un elemento dirimente, aiuta a inquadrare il contesto di una polemica che prescinde dalla veridicità dei fatti. «Siamo al cabaret», ha concluso Meloni, consegnando alla cronaca politica un episodio che, più che sulla sostanza, gioca sulla velocità con cui un’ombra può diventare, per qualche ora, una presunta prova.

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