Auto, bolletta sempre più salata: prezzi, riparazioni e spese accessorie in rialzo
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Redazione Economia
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Possedere e mantenere un'automobile in Italia si trasforma, anno dopo anno, in un capitolo di spesa sempre più gravoso, un trend che i dati Istat relativi al 2025, analizzati da Federcarrozzieri, confermano in modo inequivocabile. L'analisi, diffusa da Sky TG24, delinea un quadro di rincari diffusi che interessano l'intero ciclo di vita del veicolo, dallo showroom all'officina, passando per i servizi di mobilità e la sosta, lasciando pochi spazi di respiro ai bilanci delle famiglie. Un aumento generalizzato dei costi, insomma, che sembra ormai strutturale e che impatta in modo significativo sulla vita quotidiana di milioni di automobilisti, i quali si trovano a dover fare i conti con una realtà finanziaria sempre più stringente.
I numeri del caro-auto: listini e manutenzione
Nel dettaglio, i listini delle vetture nuove hanno registrato ulteriori rialzi nel corso dell'anno passato, sebbene con dinamiche differenziate a seconda della tipologia di alimentazione. Le auto a benzina, ad esempio, hanno visto un incremento medio dell'1,3%, mentre per i modelli diesel l'aumento si è attestato allo 0,6% e per le ibride ed elettriche allo 0,4%. Questo conferma una tendenza al rialzo ormai consolidata nel mercato del nuovo, nonostante le flessioni osservate in quello dell'usato. A pesare ulteriormente, però, sono tutte le voci legate alla manutenzione e alla gestione del mezzo, le cui tariffe hanno continuato a crescere, erodendo il potere d'acquisto e rendendo ogni intervento, sia esso ordinario o straordinario, un investimento considerevole.
Il peso delle spese correnti e accessorie
Oltre al prezzo di acquisto e alla riparazione dei danni, è l'intero ecosistema della mobilità personale a risultare più costoso. Le polizze assicurative, per molti versi obbligatorie, costituiscono una spesa fissa in costante aggiornamento verso l'alto, complici una serie di fattori che vanno dalla maggiore incidenza dei sinistri all'aumento dei costi dei ricambi. A questo si sommano le spese per la sosta, spesso salate nei centri urbani, e quelle per i servizi collegati, che contribuiscono a formare un conto finale sempre più elevato. Federcarrozzieri sottolinea come nessuna delle voci monitorate dall'Istat sia rimasta immune dagli effetti dell'inflazione, dipingendo un panorama in cui ogni aspetto del possesso di un veicolo contribuisce ad alleggerire il portafoglio.
Una prospettiva preoccupante per gli automobilisti
Se il 2025 ha già richiesto una serie di sacrifici economici, l'inizio del 2026 non sembra portare inversioni di tendenza, anzi. Gli automobilisti si trovano a fronteggiare un orizzonte finanziario sempre più ripido, dove l'automobile rischia concretamente di riconvertirsi da bene di prima necessità a bene di lusso, accessibile a fatica. La denuncia dell'associazione delle autocarrozzerie italiane mette in luce una criticità sistemica, che va ben oltre il singolo settore e tocca da vicino la libertà di movimento delle persone. L'aumento dei costi di proprietà, quindi, non è una questione marginale ma un elemento centrale che definisce le possibilità di mobilità e, di conseguenza, di vita per una fetta significativa della popolazione.




