La nuova era di Javier Milei in Argentina: tra riforme economiche e proteste
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Redazione Esteri
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Javier Milei, il nuovo presidente dell'Argentina, ha scatenato un dibattito globale sull'inflazione, la riforma economica e la dollarizzazione. Milei ha promesso di abbandonare la moneta argentina, il peso, definito da lui come disfunzionale, e di abbracciare l'onnipotente dollaro. I critici si sono concentrati su questioni come se l'Argentina possieda riserve di dollari sufficienti per attuare una tale politica, se è probabile che abbia la disciplina fiscale per sostenerla, se le banche possano sopravvivere, e così via.
Inoltre, c'è un filo che collega Milei al quasi nuovo presidente italiano. Entrambi hanno scelto la sorella per co-governare e hanno fatto irruzione sulla scena politica dei loro Paesi con la determinazione di fare subito ciò che non è stato fatto prima.
Tuttavia, non tutti sono d'accordo con il programma politico di Milei. Le madri di Plaza de Mayo sono scese in piazza a Buenos Aires per esprimere il loro dissenso. Il gruppo teme sconti di pena e perdoni per i responsabili di crimini durante gli anni della dittatura militare nel paese e si oppone all'ipotesi di tagli al settore pubblico annunciati dall'economista.
La presidenza di Milei promette di essere un periodo di cambiamenti significativi per l'Argentina.




