Divieto di balneazione in cinque punti della Romagna: i controlli evidenziano la presenza di Escherichia coli
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Redazione Interno
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Nonostante l’afa e l’alta richiesta di refrigerio, in cinque tratti della costa romagnola è stato vietato l’accesso al mare a causa della presenza di Escherichia coli, batterio indicatore d’inquinamento fecale. I divieti, emessi dopo i campionamenti effettuati il 30 giugno da Arpae, riguardano principalmente zone vicine alle foci fluviali, dove spesso si concentrano criticità legate a scarichi o deflussi urbani.
A Ravenna, il divieto interessa Lido di Classe, nel tratto di 250 metri a nord della foce del Savio, e Lido di Savio, dove è stato vietato il bagno tra i 350 metri a sud della foce del fiume e i 150 metri a nord dello scolo Cupa. A Savignano sul Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena, il divieto copre l’intero tratto prospiciente il litorale. Nel Riminese, invece, le restrizioni riguardano due punti a Bellaria: Foce Vena 2 e un tratto di 100 metri a nord della foce del fiume Uso.
Dei 98 punti monitorati, solo cinque hanno superato i limiti di sicurezza, confermando una situazione per il resto sotto controllo. Le analisi, condotte regolarmente durante la stagione balneare, servono a garantire la salubrità delle acque, sebbene episodi come questi riaccendano periodicamente il dibattito sulla qualità degli scarichi e sulla gestione dei corsi d’acqua.
Intanto, sempre lungo l’Adriatico ma più a sud, Senigallia ha ospitato la presentazione dei progetti "Reti in Circolo", "LIFE MUSCLES" e "LiFE SEA NET", promossi da Legambiente Marche in collaborazione con operatori del settore ittico. L’iniziativa, legata al passaggio della Goletta Verde, punta a ridurre l’impatto ambientale della pesca e della mitilicoltura, incentivando pratiche sostenibili e la riduzione dei rifiuti marini. Al centro dell’attenzione c’è la marineria di Ancona, dove si sperimentano soluzioni per conciliare attività economiche e tutela della biodiversità




