32 alpinisti bloccati sul Monte Bianco, negato l’elisoccorso gratuito

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Redazione Interno Redazione Interno   -   32 alpinisti bloccati sul Monte Bianco sono rimasti al rifugio Goûter, a circa 3.800 metri di quota, dopo aver raggiunto una delle zone più delicate della via normale francese. Il gruppo non ha ricevuto un intervento gratuito in elicottero perché il sindaco di Saint-Gervais, Jean-Marc Peillex, ha deciso di non autorizzare il servizio di soccorso pubblico, sostenendo che gli alpinisti fossero stati informati dei rischi presenti lungo il percorso. La vicenda riguarda in particolare il versante francese della montagna e la scelta del gruppo di proseguire nonostante gli avvertimenti ricevuti prima dell’ascesa.

Secondo quanto spiegato dal sindaco di Saint-Gervais, la richiesta di elisoccorso gratuito non era giustificata da una situazione di emergenza. Jean-Marc Peillex ha affermato che, dopo il ritorno a condizioni più calme nel Couloir del Goûter, nulla impediva agli alpinisti di iniziare la discesa dal rifugio. La posizione del primo cittadino è stata motivata dalla necessità di riservare gli interventi di soccorso alle persone in reale difficoltà e dalla convinzione che il gruppo fosse consapevole dei pericoli presenti nella zona attraversata.

Gli avvertimenti prima della salita verso il rifugio Goûter

I 32 alpinisti avevano raggiunto il rifugio Goûter, situato a 3.800 metri sul versante francese del Monte Bianco, nonostante diversi avvisi che sconsigliavano l’escursione. Le guide di Saint-Gervais, Chamonix e Courmayeur, insieme all’ufficio di alta montagna, avevano indicato i rischi legati alla salita, ma il gruppo aveva comunque deciso di procedere verso una delle parti più esposte dell’itinerario. La scelta di continuare l’ascesa è diventata un elemento centrale nelle spiegazioni fornite dal sindaco dopo la richiesta di rientro con l’elicottero.

La zona del Couloir du Goûter era già stata interessata da un episodio grave il 15 luglio, quando due alpinisti cechi sono morti dopo essere stati colpiti da una scarica di pietre. Il riferimento a quell’area ha contribuito al confronto sulla decisione presa dal gruppo e sulle condizioni di sicurezza lungo il percorso del Monte Bianco. Il sindaco ha ribadito che, pur non autorizzando il servizio gratuito, gli alpinisti potevano sostenere i costi dell’elicottero qualora avessero ritenuto necessario utilizzare quel mezzo per il rientro.

La decisione sul soccorso e il rientro degli alpinisti

La mancata autorizzazione dell’elisoccorso gratuito ha modificato le modalità di rientro dei 32 alpinisti bloccati al rifugio Goûter. La motivazione indicata da Saint-Gervais è legata alla valutazione delle condizioni presenti sul percorso e al fatto che, secondo il sindaco, non fossero presenti i presupposti per un intervento di emergenza. Il caso ha quindi messo al centro il rapporto tra le richieste di soccorso in montagna, i rischi conosciuti dagli escursionisti e l’utilizzo delle risorse destinate agli interventi pubblici.

Nel comunicato diffuso dal sindaco, la posizione espressa è stata che il soccorso deve intervenire quando le persone si trovano in difficoltà e non per situazioni considerate evitabili dopo specifici avvertimenti. Gli alpinisti, secondo quanto dichiarato da Jean-Marc Peillex, erano stati informati dei rischi legati alla salita e per questo motivo l’amministrazione di Saint-Gervais ha scelto di non coprire gratuitamente il costo dell’intervento in elicottero.

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