Monte Bianco, il sindaco nega l’elisoccorso agli alpinisti bloccati al Goûter

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Monte Bianco è al centro di un caso legato alla richiesta di elisoccorso negata dal sindaco di Saint-Gervais agli alpinisti rimasti al rifugio Goûter dopo la chiusura dei rifugi per il pericolo di cadute di pietre. Jean-Marc Peillex ha spiegato che le persone presenti in quota erano state avvertite dei rischi e che si trovavano comunque in una struttura sicura, sostenendo che l’elicottero debba essere utilizzato per le vere emergenze e non per situazioni provocate da scelte considerate irresponsabili. La vicenda riguarda 32 alpinisti che hanno chiesto di essere riportati a valle dopo aver raggiunto il rifugio a circa 3.800 metri di quota.

La situazione sul versante francese del Monte Bianco si è aggravata dopo una serie di distacchi lungo la via normale francese e, in particolare, nell’area del Couloir du Goûter, interessata da frequenti cadute di pietre. Nonostante le raccomandazioni delle guide alpine e dell’ufficio di alta montagna, 37 persone tra alpinisti e guide sono salite lunedì 10 agosto fino al rifugio del Goûter, situato a 3.835 metri. Nelle ore successive il sindaco di Saint-Gervais-les-Bains ha disposto la chiusura dei rifugi di Tête Rousse e del Goûter proprio a causa delle condizioni di pericolo presenti sulla salita.

La decisione del sindaco dopo la chiusura dei rifugi

Il giorno seguente alla chiusura, il gruppo ha chiesto la possibilità di lasciare il rifugio con un elicottero, ma la richiesta non è stata autorizzata dal sindaco. Secondo Peillex, gli alpinisti conoscevano i rischi della salita perché erano stati informati in precedenza sulle condizioni del percorso e sui pericoli legati alle cadute di pietre. La posizione del primo cittadino di Saint-Gervais si basa quindi sulla distinzione tra un intervento necessario in caso di emergenza e un recupero richiesto da chi ha deciso di affrontare un itinerario già segnalato come problematico.

La vicenda ha riportato l’attenzione sull’utilizzo dell’elisoccorso in montagna e sulle conseguenze delle scelte effettuate dagli escursionisti in presenza di avvisi di pericolo. Il gruppo rimasto al rifugio Goûter si trovava in una delle zone più delicate dell’ascesa al Monte Bianco, dove le condizioni della via normale francese erano state considerate particolarmente rischiose. Il sindaco ha ribadito che gli alpinisti potevano rientrare a piedi e che il soccorso aereo non doveva essere impiegato per affrontare situazioni derivanti dal mancato rispetto delle raccomandazioni ricevute.

Cadute di pietre e attenzione alta sul versante francese del Monte Bianco

Le difficoltà sulla montagna sono state segnalate nei giorni precedenti la richiesta di soccorso, quando guide alpine e operatori dell’alta montagna avevano invitato a non affrontare la salita a causa delle condizioni del Couloir du Goûter. Il caldo anomalo indicato nelle comunicazioni relative alla situazione aveva contribuito ad aumentare il rischio di cadute di pietre lungo il percorso. Gli alpinisti hanno comunque deciso di procedere e hanno raggiunto il rifugio nella giornata di martedì 12 agosto, nonostante gli avvertimenti diffusi dalle realtà locali.

Il caso si è inserito in un periodo di particolare attenzione per il massiccio del Monte Bianco, dove sono state registrate frequenti cadute di pietre. Il 12 agosto 32 alpinisti hanno chiesto di essere riportati a valle dal rifugio Goûter, mentre il 13 agosto un aspirante guida è morto dopo essere stato colpito da una caduta di pietre in un’altra zona del massiccio. Gli episodi hanno accompagnato una fase caratterizzata dalla chiusura dei rifugi di Tête Rousse e Goûter e dalle indicazioni di prudenza rivolte a chi voleva affrontare la salita.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.