Ponticelli, la preside: «Violenza inaudita, da anni aspettavamo più controlli»
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Redazione Interno
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Valeria Pirone, dirigente scolastico dell’Istituto tecnico tecnologico “Marie Curie” di via Argine, non usa mezzi termini nel descrivere la realtà che circonda il suo istituto, quel quartiere di Ponticelli, nella zona orientale di Napoli, dove l’omicidio di Fabio Ascione, ventenne ucciso all’alba del 7 aprile all’esterno di un bar di fronte a casa sua, ha riacceso una ferita mai rimarginata. «Sul controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine – afferma la Pirone – negli anni ci saremmo aspettati qualcosa di più. La situazione è estremamente complicata, c’è in giro una violenza inaudita, purtroppo l’ennesimo ragazzo che perde la vita non ci si sorprende». Parole che pesano come un macigno, pronunciate da chi ogni giorno si confronta con decine di adolescenti e giovani adulti, molti dei quali crescono in un contesto dove la legalità appare spesso un concetto astratto.
L’errore fatale e il giallo sulla movente
Fabio Ascione, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato ucciso “per errore”. Una circostanza, questa, che rende ancora più amaro il dolore per la sua perdita: il ragazzo non avrebbe avuto alcun legame con ambienti criminali, né risulterebbe coinvolto in precedenti vicende di camorra. Il Questore di Napoli, al termine di un’approfondita attività investigativa che ha confermato l’estraneità del ventenne ai clan del territorio, ha revocato il divieto di esequie pubbliche – inizialmente imposto per ragioni di ordine pubblico – consentendo così al quartiere di rendergli l’ultimo saluto senza i sigilli della prevenzione. Una decisione che arriva al termine di giorni segnati da polemiche e da un dolore che, nelle parole della preside, si mescola alla stanchezza per una cronaca di sangue ormai troppo ripetitiva.
Il rito funebre e la possibile presenza del cardinale
Domani, martedì 14 aprile, alle ore 10:30, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo – situata a pochi metri dall’abitazione del giovane – ospiterà i funerali pubblici di Fabio. L’intera comunità locale (se così si può chiamare l’insieme dei residenti che non si rassegnano alla violenza) potrà stringersi attorno alla famiglia, in un rito che restituisce, almeno sul piano simbolico, quella dignità che l’agguato aveva calpestato. Non è ancora stato ufficializzato chi officierà la cerimonia, ma non si esclude che possa essere lo stesso cardinale Mimmo Battaglia a presiederla: un gesto, questo, che assumerebbe un rilievo particolare, data l’attenzione che il porporato ha più volte riservato alle periferie degradate e ai giovani vittime di omicidi.
La preside: più presidio e videosorveglianza
«Ci saremmo aspettati qualcosa di più»: la frase della dirigente Pirone, ripresa in più interventi pubblici, sintetizza una frustrazione diffusa tra quanti abitano Ponticelli. L’istituto “Marie Curie” di via Argine, che lei stessa guida, si trova in un’area dove la presenza delle pattuglie è apparsa, agli occhi di molti, intermittente e insufficiente. La richiesta, avanzata senza enfasi ma con la concretezza di chi gestisce una struttura educativa, è quella di un maggior presidio del territorio e di un potenziamento della videosorveglianza. Non si tratta, nelle sue parole, di una generica invocazione alla sicurezza, bensì di una constatazione amara: l’omicidio di Fabio Ascione – ennesimo ragazzo caduto sotto i colpi di chi sbaglia bersaglio – non ha sorpreso chi, come lei, osserva da anni il lento deteriorarsi di un tessuto urbano dove la violenza è diventata “inaudita”. E dove, purtroppo, un lutto non basta a smuovere le coscienze.




