Case, prezzi in calo solo a Milano: cresce la corsa verso l’hinterland
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Redazione Economia
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Il mercato immobiliare italiano registra un andamento positivo nel primo semestre, ma con una novità significativa: Milano è l’unica grande città in cui i prezzi delle abitazioni sono diminuiti rispetto allo stesso periodo del 2025. Il calo, pari allo 0,5%, interrompe una fase di crescita che non aveva registrato una battuta d’arresto dal 2016. Nel resto del Paese i valori immobiliari hanno continuato invece a salire, mentre gli acquisti si sono rafforzati soprattutto nelle aree dell’hinterland delle principali metropoli.
La domanda si sposta fuori dai grandi centri urbani
Secondo l’analisi di Tecnocasa, il primo semestre conferma un mercato residenziale ancora dinamico, anche se con segnali di rallentamento rispetto ai ritmi precedenti. I prezzi delle case e i canoni di locazione hanno mantenuto una traiettoria crescente, ma con incrementi più contenuti. La maggiore attenzione verso le zone esterne alle grandi città riflette una ricerca di equilibrio tra costi abitativi, qualità degli immobili e disponibilità di spazi più ampi.
L’hinterland delle aree metropolitane italiane ha beneficiato di una parte della domanda che in passato si concentrava nei capoluoghi. La ricerca di soluzioni più accessibili ha favorito gli spostamenti residenziali verso i comuni vicini, mentre nelle città maggiori il livello raggiunto dai prezzi ha reso più selettive le scelte degli acquirenti. A Milano, in particolare, il rallentamento arriva dopo anni di forte pressione sulla domanda abitativa.
Affitti ancora in aumento e ritorno degli immobili residenziali
Sul fronte delle locazioni il trend rimane orientato alla crescita. A Bari, Bologna e Milano sono tornati sul mercato residenziale alcuni immobili che negli anni precedenti erano stati destinati agli affitti brevi, con una maggiore attenzione verso contratti rivolti agli studenti. Il fenomeno contribuisce a modificare l’offerta disponibile nelle città caratterizzate da una forte domanda temporanea legata alla presenza universitaria.
La pressione sugli affitti si inserisce in un contesto nazionale nel quale la domanda abitativa continua a confrontarsi con una disponibilità limitata di immobili adatti alle esigenze di chi cerca una casa in locazione. Le grandi città restano i territori dove la tensione tra domanda e offerta è più evidente, mentre alcuni investitori guardano con interesse al segmento residenziale destinato alla locazione di lungo periodo.
Efficienza energetica e clima influenzano le nuove scelte
Tra i fattori che stanno modificando le decisioni degli acquirenti emerge anche l’impatto del cambiamento climatico sulle caratteristiche richieste agli immobili. La preferenza si orienta sempre più verso abitazioni nuove o riqualificate, capaci di garantire consumi più bassi grazie a una maggiore efficienza energetica e standard abitativi più elevati.
L’attenzione non riguarda soltanto il risparmio sulle bollette, ma anche la capacità degli edifici di offrire maggiore protezione rispetto agli effetti degli eventi climatici. Le abitazioni costruite con criteri più moderni vengono considerate più adatte a rispondere alle nuove esigenze di comfort e gestione dei costi energetici.
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