Cresce il consumo di gelato, ma i prezzi salgono del 30% in quattro anni
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Redazione Economia
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Con l’estate ormai nel vivo, il gelato torna a essere uno dei protagonisti indiscussi delle tavole italiane, registrando un incremento dei consumi del 4% rispetto allo scorso anno. Se da un lato la domanda aumenta, dall’altro i prezzi al dettaglio hanno subito un’impennata che, in soli quattro anni, ha portato a un rincaro del 30%, superando persino il tasso d’inflazione generale.
A rivelarlo sono i dati del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), che ha analizzato l’andamento dei costi elaborando le cifre fornite dal Ministero dell’Economia. Se nel 2021 una vaschetta da un chilo si poteva acquistare a prezzi più accessibili, oggi la stessa quantità richiede un esborso significativamente maggiore, con differenze marcate a livello territoriale. In alcune città, come Firenze, il prezzo ha raggiunto gli 8,05 euro al chilo, mentre in altre, come Macerata, si mantiene su livelli più contenuti, attestandosi a 4,55 euro.
Nonostante l’aumento, però, il gelato non sembra aver subito rincari più consistenti rispetto ad altri prodotti alimentari. Se si considera l’andamento generale dei prezzi nel settore, l’incremento risulta in linea con la tendenza complessiva, anche se in alcune zone – come nel caso di Firenze, Forlì o Bolzano – le cifre raggiungono picchi che lasciano poco spazio alle interpretazioni.
Tra le province più virtuose spiccano Macerata, dove il gelato confezionato costa meno che altrove, seguita da Treviso (4,56 euro/kg) e Cuneo (4,64 euro/kg). Una distribuzione dei costi che riflette non solo le dinamiche di mercato, ma anche fattori legati alla distribuzione e alla concorrenza locale.




