Pil italiano in calo mentre i prezzi della spesa salgono del 3,5% ad agosto

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I dati diffusi dall’Istat, che confermano le stime preliminari di fine luglio, dipingono un quadro dell’economia italiana nel secondo trimestre del 2025 caratterizzato da una battuta d’arresto. Il Prodotto interno lordo ha infatti registrato una flessione dello 0,1% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, un dato che segna un’inversione di tendenza rispetto al +0,3% del trimestre precedente. A sostenere parzialmente l’andamento, che pure cresce dello 0,4% su base annua, hanno contribuito la stabilità dei consumi finali nazionali e un incremento, seppur modesto, degli investimenti fissi lordi, cresciuti dell’1%.

Parallelamente al rallentamento della crescita economica, le famiglie italiane devono fare i conti con un’impennata dei costi al consumo. Semmeno l’Istat rileva, per il mese di agosto, una crescita del cosiddetto carrello della spesa che raggiunge il +3,5% su base annua, un dato che grava sul potere d’acquisto dei cittadini e che si scontra con le narrazioni ottimistiche provenienti da alcune parti del governo. La premier Giorgia Meloni, nel suo recente intervento al meeting di Rimini, aveva infatti teso a sottolineare i presunti successi della sua azione di governo, rimuovendo, secondo i critici, le oggettive difficoltà che il Paese si trova ad affrontare.

Dai rappresentanti del mondo produttivo giunge, non a caso, una voce di allarme. Francesco Napoli, vice presidente nazionale di Confapi, commentando il dato del Pil, ha sottolineato come “le imprese soffrano i rincari e l’instabilità dei mercati”, aggiungendo che “servono interventi” per sostenere un sistema che evidenzia segnali di criticità. La sua dichiarazione va ben oltre il semplice commento statistico, configurandosi come un appello concreto affinché la politica intervenga per sostenere un’economia che mostra chiari segni di affaticamento.

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