Netanyahu all’Onu, decine di delegazioni lasciano l’Aula durante il discorso
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Redazione Esteri
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Il discorso di Netanyahu all’Onu è stato segnato dall’uscita dall’Aula di decine di delegazioni presenti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, avvenuta nel momento in cui il primo ministro israeliano è salito sul podio per il suo intervento. L’arrivo del premier è stato accompagnato anche da fischi e cori di protesta da parte dei presenti. Netanyahu ha risposto alle contestazioni invitando chi non voleva ascoltarlo a lasciare la sala, definendo eventuali assenti «codardi morali».
Le proteste dentro e fuori il palazzo delle Nazioni Unite
La contestazione non si è limitata all’interno dell’Assemblea generale. Prima del discorso, decine di manifestanti si sono riuniti a Manhattan per protestare contro la presenza del primo ministro israeliano a New York e contro la guerra di Israele. Tra le persone fermate dalla polizia della città è stata indicata anche l’attrice Susan Sarandon, presente alla manifestazione.
Alla protesta hanno partecipato membri di Jewish Voices for Peace, organizzazione per i diritti umani che si batte per i diritti dei palestinesi. Il gruppo ha chiesto la fine del conflitto e ha contestato la visita di Netanyahu negli Stati Uniti in occasione degli appuntamenti diplomatici delle Nazioni Unite. La mobilitazione si è svolta mentre l’intervento del premier israeliano era al centro dell’attenzione internazionale.
Il messaggio di Netanyahu sulla sicurezza di Israele e sull’Iran
Nel suo intervento, Netanyahu ha richiamato la questione del programma nucleare iraniano e ha ricordato una linea tracciata durante un precedente discorso alle Nazioni Unite. Il premier israeliano ha affermato che l’obiettivo di impedire all’Iran di sviluppare armi atomiche era legato alla sicurezza di Israele e alla protezione da una possibile minaccia regionale.
Netanyahu ha dichiarato che, senza l’azione contro l’Iran, Israele e altri Paesi avrebbero corso un rischio maggiore. Nel passaggio dedicato a Teheran ha sostenuto che le armi nucleari iraniane avrebbero potuto rappresentare un pericolo per Israele e per il mondo intero, collegando questa posizione alle scelte militari e diplomatiche adottate dal governo israeliano.
Il contesto internazionale attorno all’intervento del premier israeliano
Il discorso si è svolto in un momento di forte pressione diplomatica su Israele per le conseguenze della guerra a Gaza e per le critiche internazionali rivolte alle operazioni militari israeliane. Nei giorni precedenti Netanyahu aveva annunciato l’intenzione di utilizzare il palco delle Nazioni Unite per difendere le proprie posizioni e rispondere alle accuse dei suoi oppositori.
La presenza del primo ministro israeliano all’Assemblea generale aveva già generato tensioni politiche prima dell’intervento, con posizioni contrapposte tra sostenitori della linea del governo israeliano e gruppi che chiedevano la fine delle operazioni militari. La seduta è stata accompagnata da una serie di reazioni immediate, sia tra i rappresentanti diplomatici presenti nella sala sia tra i manifestanti radunati all’esterno.
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