Bonus Inps per under 35: via alle domande per il contributo di 500 euro e l'esonero contributivo
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Redazione Economia
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Con la pubblicazione di due circolari operative, l'Inps ha finalmente dato il via concreto a una misura attesa da mesi, destinata a sostenere le nuove generazioni di imprenditori. La circolare n. 148 del 28 novembre 2025, infatti, fornisce le istruzioni dettagliate per richiedere il contributo economico di 500 euro mensili, previsto dall'articolo 21 del cosiddetto decreto Coesione, mentre la circolare n. 147 del giorno precedente chiarisce i termini per accedere al parallelo esonero contributivo totale. Questi strumenti, che rappresentano un tentativo di risposta alle difficoltà strutturali incontrate dai giovani nel creare attività autonome, sono vincolati a precisi requisiti temporali e settoriali, concentrandosi su quelle aree economiche considerate prioritarie per il futuro del Paese.
I dettagli operativi della misura
Il contributo, che ammonta appunto a seicento euro ogni mese per un massimo di tredici mensilità, è riservato a coloro i quali, avendo meno di trentacinque anni e trovandosi in stato di disoccupazione, abbiano avviato un'impresa tra il primo luglio 2024 e il trentuno dicembre 2025. La particolarità della disposizione, che ne definisce la portata innovativa, risiede nella selezione dei settori ammissibili: sono infatti contemplati solamente quei comparti strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e per la duplice transizione, digitale ed ecologica, su cui l'Unione Europea ha orientato ingenti risorse. L'esonero contributivo, disciplinato dalla circolare gemella, completa il quadro degli aiuti, andando a sollevare i neo-imprenditori dagli oneri contributivi per il personale assunto nella delicata fase di avvio.
Un percorso accidentato verso l'attuazione
L'iter che ha portato all'operatività del bonus, come spesso accade per misure di questa complessità, non è stato privo di intoppi. Il decreto legge di riferimento, il numero 60 del 2024, fu infatti convertito in legge lo scorso luglio, ma la sua applicazione pratica ha subito diversi rallentamenti, alcuni dei quali legati ai necessari passaggi di verifica con le autorità comunitarie per garantire la conformità alle norme sulla concorrenza. Questo ritardo accumulato, di circa un anno e mezzo, ha di fatto compresso la finestra temporale utile, rendendo l'incentivo – che pure guarda al futuro – prevalentemente retroattivo, poiché andrà a coprire situazioni imprenditoriali già avviatesi nel corso del 2024.
Una risposta alle sfide dell'autoimpiego giovanile
Il contesto nel quale questa misura si inserisce è notoriamente difficile, caratterizzato da costi di avvio spesso proibitivi e da un mercato che offre scarse garanzie di stabilità, fattori che spiegano perché tante potenziali iniziative non superino la fase embrionale. L'intervento dell'Inps, sebbene circoscritto nel tempo e nell'ambito settoriale, prova a intervenire su uno dei nodi critici, ovvero la liquidità iniziale, offrendo un sostegno economico diretto e un alleggerimento del cuneo fiscale. La scelta di indirizzare le risorse verso i settori green e digitali, d'altronde, rispecchia una precisa strategia di indirizzo, volta a far coincidere le politiche per l'occupazione giovanile con gli obiettivi di modernizzazione del sistema produttivo nazionale.




