L'attentatore di Parigi era noto alle autorità
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Redazione Esteri
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Armand Rajabpour-Miyandoab, il ventiseienne che sabato sera ha seminato il terrore vicino alla Tour Eiffel, era già noto alle autorità. Nonostante fosse stato condannato e soffrisse di turbe psichiatriche, è riuscito a eludere l'antiterrorismo francese. Rajabpour-Miyandoab, convertito all'islam nonostante i genitori iraniani non fossero religiosi, aveva frequentato negli anni in cui è stato sorvegliato i più spietati killer degli attentati in Francia, fino al ceceno Anzorov, che nel 2020 decapitò il professor Samuel Paty nella banlieue di Parigi.
Rajabpour-Miyandoab aveva spiegato alle autorità di aver «chattato» con Anzorov ma di essere diventato un «anti islam radicale» e di essersi redento. Tuttavia, sabato sera ha ucciso un turista tedesco e ferito altre due persone al grido di 'Allah Akbar'. Aveva prestato giuramento allo Stato islamico e aveva avuto legami con i jihadisti.
Questo è il terzo attacco dopo quelli di Arras e Crépol, e la Francia teme l’«importazione» del conflitto in Medio Oriente. La rabbia e la paura crescono: Rajabpour-Miyandoab aveva smesso di prendere i farmaci psichiatrici. Il presidente Macron ha ordinato una riunione di emergenza dopo l’attentato di sabato sera. La domanda che tutti si pongono è: come è stato possibile?




