Claudio Baglioni a palazzo dei Normanni, Miccichè: “Agrigento lo omaggia”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nel pomeriggio di ieri, a palazzo dei Normanni, la cornice della sala Piersanti Mattarella ha fatto da sfondo a un evento che ha incrociato musica, formazione e promozione territoriale. Era presente, tra gli altri, il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, il quale ha partecipato all’iniziativa dal titolo “Il Grand Tour abbraccia le bellezze del patrimonio storico di Sicilia. Claudio Baglioni dialoga con gli studenti di arte e di musica”. Un’occasione, questa, in cui il cantautore romano ha incontrato le nuove generazioni, restituendo – attraverso le proprie parole e la propria esperienza – un’idea di Sicilia lontana dagli stereotipi.

Ad accogliere Baglioni, insieme allo stesso Miccichè, c’erano il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, il primo cittadino di Lampedusa, Filippo Mannino, la vicesindaco di Taormina, Alessandra Cullurà, e la collega di Siracusa, Edy Bandiera. Una rappresentanza diffusa, quella dei territori, che ha voluto sottolineare come l’abbraccio tra l’artista e l’isola non sia soltanto metaforico: lo stesso Baglioni, del resto, ha parlato di un “abbraccio mai interrotto”, richiamando il legame profondo che lo unisce a questi luoghi da decenni.

Un Grand Tour che si fa dialogo con gli studenti

Sessant’anni di carriera, quaranta dischi all’attivo, oltre duemila concerti: numeri che, per chiunque altro, suonerebbero come un riassunto definitivo. Per Baglioni, invece, rappresentano l’antipasto di qualcosa di più intimo, ovvero il “GrandTour La vita è adesso”, che culmina con le celebrazioni per i quarant’anni di “Balarm”. La Sicilia è la regione che accoglie il maggior numero di tappe previste da questo tour, e non a caso l’incontro di ieri a palazzo dei Normanni ha assunto i contorni di un vero e proprio rito collettivo: gli studenti di arte e di musica seduti in prima fila, pronti a dialogare con chi quelle note le ha scritte e riscritte per generazioni.

L’omaggio di Agrigento e la scia dei grandi eventi

Miccichè, dal canto suo, non ha nascosto l’orgoglio di una città – Agrigento – che intende omaggiare il cantautore come merita. Le sue parole, pronunciate nella sala Mattarella, hanno ribadito un concetto semplice ma non scontato: la Sicilia “adotta” Baglioni, e lui ne celebra la bellezza definendola “unica al mondo”. D’altronde, che qualcosa si stia muovendo nell’isola sul fronte dei grandi appuntamenti live lo dimostra anche la recente presenza di Jovanotti a Palermo: due nomi, due pesi massimi della musica italiana, che scelgono la Sicilia come palcoscenico privilegiato.

Taormina e gli altri comuni al fianco dell’iniziativa

Alla cerimonia organizzata all’Ars, non è mancato il contributo del comune di Taormina, rappresentato dalla vicesindaco Alessandra Cullurà e dalla presidente della Fondazione Taormina, Valeria Brancato. Un segnale, quest’ultimo, di come il “Grand Tour” baglioniano si stia trasformando in un fenomeno corale, capace di mobilitare non solo i fan storici – quelli che hanno accompagnato l’artista fin dagli esordi – ma anche le amministrazioni locali, tutte in cerca di un rilancio culturale che passi attraverso la musica e la parola. E se i viaggiatori dell’antico Grand Tour arrivavano in Italia e in Sicilia attratti dalla bellezza dei paesaggi e dell’arte, oggi Baglioni pare percorrere quelle stesse tracce, restituendole con la voce e con il gesto.

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