Droni non identificati paralizzano l'aeroporto di Monaco in una notte di tensione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
L'aeroporto di Monaco di Baviera, uno snodo cruciale del traffico aereo europeo, è stato costretto a una chiusura forzata per diverse ore nella notte tra giovedì e oggi, un'interruzione determinata dall'intrusione di droni non identificati che hanno reso impossibile garantire la sicurezza delle operazioni di volo. Le autorità, alle prese con una minaccia sfuggente e inaspettata, hanno disposto la sospensione di tutti i movimenti in entrata e in uscita a partire dalle ore 22:30, una decisione che ha di conseguenza lasciato a terra numerosi voli e costretto molti passeggeri a trascorrere la notte all'interno del terminal.
Droni di grandi dimensioni e una scomparsa nel nulla
Secondo le ricostruzioni dei media locali, gli oggetti volanti avvistati erano diversi, forse cinque o sei, e appartenevano a una categoria di droni alari di dimensioni considerevoli, con un diametro stimato di circa un metro. La polizia, allertata con urgenza, è accorsa rapidamente nella zona per individuare i mezzi e rintracciarne i piloti, ma quando le pattuglie hanno raggiunto il perimetro aeroportuale i droni si erano già dileguati nel buio, vanificando le prime ricerche.
Una paralisi operativa e il sospetto di un atto deliberato
La sospensione delle attività ha generato una paralisi operativa totale. La riapertura dello scalo è avvenuta solo alle cinque del mattino, dopo che il cielo era stato dichiarato nuovamente sicuro. Tuttavia, la ricomparsa dei droni dopo circa un'ora dal primo blocco ha confermato la natura deliberata dell'intrusione. La mancanza di rivendicazioni ha spinto gli analisti a considerare l'ipotesi di un coinvolgimento di attori stranieri.
La vulnerabilità delle infrastrutture alla minaccia dei droni
L'evento di Monaco si inserisce in un contesto di crescente allerta in Europa riguardo all'uso malevolo di droni. La difficoltà nel rintracciarne gli operatori, i quali possono agire a distanza e in anonimato, rappresenta una sfida di sicurezza di primaria importanza. L'episodio bavarese non è che l'ultimo di una serie di incidenti che sollevano interrogativi pressanti sulle contromisure necessarie.




