Droni non identificati in Danimarca: il governo parla di attacco ibrido
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Redazione Esteri
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Nella tarda serata di mercoledì 24 settembre 2025, lo spazio aereo danese è stato violato da una serie di droni non identificati. Il loro passaggio, ripetutosi anche nelle ore successive, ha costretto alla chiusura temporanea degli scali di Aalborg e Billund, generando un’ondata di allerta in tutto il paese.
Avvistamenti near infrastrutture strategiche
Gli avvistamenti si sono concentrati nelle vicinanze di infrastrutture aeroportuali e basi militari strategiche. Oltre ad Aalborg e Billund, sono stati coinvolti gli aeroporti di Esbjerg, Sønderborg e Skrydstrup, quest’ultimo noto per ospitare i caccia F-35. La natura coordinata e insistita dell'episodio ha immediatamente sollevato interrogativi sulle intenzioni e sull’identità degli orchestratori.
La definizione del ministro della Difesa
A confermare la gravità della situazione è stato l’intervento del ministro della Difesa danese, Troels Lund Poulsen. Il ministro, pur evitando di fare nomi, ha definito l’accaduto un “attacco ibrido” condotto da un “attore professionista”. Poulsen ha sottolineato come si tratti di un’azione “sistematica”, ben differente dai precedenti e sporadici avvistamenti. Una valutazione che, pur escludendo una minaccia militare diretta, evidenzia una vulnerabilità nuova e calcolata.
Cautela del governo e ipotesi russe
Il governo danese ha cercato di evitare un’escalation retorica immediata. Lo stesso Poulsen ha dichiarato che non esistono prove concrete di un coinvolgimento russo dietro queste incursioni. Le forze armate possiedono le capacità per neutralizzare i velivoli, ma la scelta di non intervenire fisicamente riflette una cautela dettata dall’assenza di una minaccia armata palese.
Indagini e sicurezza futura
Le indagini delle autorità competenti sono ora focalizzate sull’identificazione dell’origine dei droni e dei loro operatori. Il traffico aereo è stato ripristinato nella sua totalità. La vicenda lascia aperte numerose questioni sulla sicurezza dei cieli europei, evidenziando la necessità di aggiornare i protocolli di difesa per fronteggiare minacce asimmetriche e difficilmente attribuibili.




