Attacco di droni su Kiev, Zelensky visita il fronte: la guerra continua

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte tra martedì e mercoledì, Kiev è stata colpita da un massiccio attacco di droni russi, il più intenso dall’inizio del conflitto, con 122 velivoli senza pilota lanciati contro la capitale ucraina. Secondo quanto riportato dall’Aeronautica militare ucraina su Telegram, 97 dei droni sono stati abbattuti dalle difese aeree, mentre gli altri hanno causato danni significativi, colpendo edifici residenziali e provocando incendi in diverse aree della città. Le autorità locali hanno confermato la morte di tre persone, tra cui una bambina di cinque anni, e il ferimento di almeno dieci civili. Un bilancio che, seppur parziale, sottolinea la gravità dell’offensiva.

Nel distretto di Dniprovskyi, una donna ha perso la vita a causa dei detriti caduti su un’abitazione, mentre nel quartiere di Holosiivskyi un’altra vittima è stata registrata tra le macerie di un edificio parzialmente crollato. Gli attacchi, che hanno interessato anche altre regioni dell’Ucraina, tra cui il sud, il nord e l’ovest del Paese, hanno visto l’impiego di droni-esca, caduti in zone non abitate, e di velivoli kamikaze di tipo Shahed, utilizzati per saturare le difese aeree ucraine.

Intanto, il presidente Volodymyr Zelensky ha visitato le truppe schierate a Pokrovsk, nel Donetsk, una delle aree più critiche del fronte, da mesi sotto il fuoco incessante delle forze russe. Durante la visita, Zelensky si è intrattenuto con il generale Drapatyi, comandante delle forze di terra, discutendo le strategie per contrastare l’avanzata nemica. Il presidente ha sottolineato la necessità di fare “il tutto per tutto” per frenare i russi, che si trovano ormai a soli 18 chilometri dal confine con la regione di Dnipropetrovsk, un’area cruciale per il controllo dei mercati cerealicoli mondiali.

La situazione sul campo rimane estremamente complessa. Gli ucraini, nonostante le pesanti perdite – ieri si contano altri 400 morti – continuano a resistere, cercando di rallentare l’avanzata russa. Tuttavia, come ha dichiarato l’inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, in un’intervista con l’ex anchor di Fox News Tucker Carlson, Zelensky si trova in una posizione estremamente difficile. “Si trova di fronte a una nazione nucleare, con una popolazione quattro volte superiore a quella dell’Ucraina”, ha osservato Witkoff, sottolineando la sproporzione di forze in campo.

Parallelamente, le trattative diplomatiche sembrano riprendere vigore. Oggi, a Riad, in Arabia Saudita, si incontreranno rappresentanti degli Stati Uniti e dell’Ucraina per discutere possibili sviluppi. Un incontro che arriva in un momento delicato, mentre la Russia intensifica la pressione militare e l’Ucraina cerca di mantenere unito il fronte interno, nonostante le difficoltà.

La guerra, che ormai da mesi insanguina il Paese, non accenna a fermarsi. Gli attacchi sui civili, come quello di ieri notte, continuano a mietere vittime innocenti, mentre le forze ucraine, pur in inferiorità numerica e di mezzi, tentano di resistere all’avanzata russa. Una resistenza che, però, ha un costo altissimo, sia in termini di vite umane che di risorse.

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