Kiev sotto attacco, 113 droni russi e un missile S-400

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte del 21 dicembre, la capitale ucraina è stata teatro di un massiccio attacco da parte delle forze russe, che hanno lanciato 113 droni e un missile S-400. L'aeronautica militare di Kiev ha reso noto che 57 droni sono stati abbattuti, mentre altri 56 non hanno raggiunto i loro obiettivi, probabilmente a causa dell'interferenza dei sistemi di guerra elettronica. Il missile S-400, lanciato verso l'Ucraina centrale, non ha causato danni.

In un reportage pubblicato oggi dal Guardian, che include interviste a ufficiali e reclute, emerge un grave dilemma per le forze armate ucraine: difendere adeguatamente le città o rinforzare la prima linea del fronte? La società ucraina, secondo un sondaggio del Razumkov Centre della scorsa estate, è divisa: il 45% ritiene che non ci sia nulla di cui vergognarsi a sfuggire al servizio militare, mentre il 29% la pensa diversamente. Molti giovani fuggono all'estero, malgrado il divieto di espatrio, e le campagne di reclutamento registrano scarsi successi.

La capitale ucraina è stata colpita da missili balistici Kinzhal e Iskander, intercettati dalla contraerea, ma i frammenti infuocati hanno generato incendi in cinque distretti. Tra gli edifici colpiti, al numero 12 di Ivana Fedorova, una palazzina di sei piani che ospita le ambasciate di Albania, Argentina, Autorità Palestinese, Macedonia del Nord, Montenegro e Portogallo. Bruxelles ha definito l'attacco un "barbaro attacco", sottolineando la gravità della situazione.

Le forze armate ucraine si trovano dunque a dover affrontare una difficile scelta strategica, mentre la popolazione civile continua a subire le conseguenze di un conflitto che sembra non avere fine.

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