Missili e droni russi su Kiev: "Il più grande attacco dall'inizio della guerra"
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Redazione Esteri
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Mentre la diplomazia internazionale arranca senza trovare soluzioni concrete, il conflitto in Ucraina ha raggiunto un nuovo, drammatico picco. Nella notte tra lunedì e martedì, le forze russe hanno scatenato quello che le autorità di Kiev hanno definito "il più massiccio bombardamento con droni dall’inizio dell’invasione", superando persino i numeri degli assalti aerei registrati a giugno e nelle scorse settimane. Secondo i dati diffusi dal governo ucraino, sono stati lanciati complessivamente 479 droni e una ventina di missili, tra cui due di fabbricazione nordcoreana, che hanno colpito principalmente la capitale ma anche Odessa e altre aree del paese.
A Kiev, il sindaco Vitali Klitschko ha esortato la popolazione a rimanere nei rifugi, mentre le esplosioni illuminavano il cielo. "L’attacco alla capitale è ancora in corso", ha avvertito su Telegram, senza nascondere la gravità della situazione. Ma è stata Odessa a subire alcuni degli episodi più gravi, con un ospedale neonatale colpito dai bombardamenti. Il governatore Oleg Kiper ha confermato che, nonostante i danni alle infrastrutture civili e il divampare di incendi, la struttura era stata evacuata in tempo, evitando così una strage. Una persona, tuttavia, ha perso la vita.
Volodymyr Zelensky, da parte sua, ha rinnovato l’appello agli Stati Uniti e all’Unione Europea perché rispondano con "azioni concrete" all’escalation russa, sottolineando come Mosca stia ormai adottando tattiche sempre più aggressive, anche ricorrendo a missili di provenienza estera. L’attacco, che ha incluso 300 droni e sette missili in una sola ondata, dimostra una chiara volontà di logorare non solo le difese ucraine ma anche il morale della popolazione, colpendo bersagli civili con una frequenza senza precedenti.




