Kiev, 157 droni e missili russi sull’Ucraina: almeno sette morti, tra cui un bambino

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte tra sabato e domenica, mentre gran parte del Paese cercava riposo, l’Ucraina è stata colpita da uno degli attacchi più massicci degli ultimi mesi. Le forze russe hanno lanciato 157 droni Shahed e quattro missili S-300 dalla regione di Kursk, colpendo almeno 19 obiettivi tra infrastrutture critiche e aree residenziali. L’aeronautica militare ucraina ha abbattuto 117 dei velivoli senza pilota, ma il bilancio, provvisorio, parla già di sette vittime civili, tra cui un bambino di otto anni, e oltre venti feriti.

Nell’oblast di Kharkiv, dove due persone hanno perso la vita, i bombardamenti hanno interessato tredici insediamenti, danneggiando edifici pubblici e privati. A Donetsk e Kherson, cinque morti sono stati registrati in seguito agli esplosivi che hanno centrato cinque grattacieli e sei abitazioni, lasciando dietro di sé macerie e famiglie sfollate. Il governatore Oleg Syniehubov ha confermato che gli attacchi, iniziati nelle prime ore del mattino, sono proseguiti fino a tarda mattinata, con i droni che continuavano a penetrare dai confini settentrionali.

A Kiev, dove si segnalano feriti, il sindaco Vitali Klitschko ha rilanciato l’appello alla Germania – già avanzato dal presidente Volodymyr Zelensky – per la fornitura di missili Taurus, capaci di colpire obiettivi a lunga distanza. Intanto, la protezione civile lavora senza sosta per estrarre i superstiti dalle abitazioni distrutte, mentre gli ospedali locali, come riferito dalle autorità sanitarie, sono al limite della capacità.

L’uso degli S-300, progettati per la difesa aerea ma sempre più spesso impiegati dalla Russia come armi offensive, ha aggravato la portata dell’offensiva. Sebbene Mosca non abbia rilasciato dichiarazioni ufficiali, l’intensificazione dei raid – che negli ultimi giorni ha preso di mira anche centrali energetiche e snodi ferroviari – sembra rispondere a una strategia di logoramento, mentre Trump, da Washington, mantiene una posizione ambigua sul sostegno militare a Kiev.

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