Ucraina sotto attacco: missili e droni russi nonostante i colloqui di tregua
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Redazione Esteri
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Nella notte tra martedì e mercoledì, l’Ucraina è stata nuovamente colpita da una pioggia di missili e droni russi, nonostante i recenti sviluppi diplomatici che avevano fatto sperare in una de-escalation. Secondo fonti ucraine, le forze di Mosca hanno lanciato sei missili e 145 droni Shahed di produzione iraniana, di cui 45 hanno raggiunto Kiev. Gli attacchi hanno danneggiato il sistema elettrico delle ferrovie regionali e altre infrastrutture civili, tra cui un ospedale nella città di Sumy.
La situazione si è ulteriormente complicata dopo la telefonata tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin, durata quasi tre ore. Durante il colloquio, Putin avrebbe accettato una sospensione di 30 giorni degli attacchi sulle infrastrutture energetiche ucraine, ma ha rifiutato di estendere il cessate il fuoco a un livello più ampio. Intanto, Steve Witkoff, mediatore internazionale, ha annunciato che nuovi colloqui per una tregua inizieranno domenica a Gedda, in Arabia Saudita, con la partecipazione di diplomatici statunitensi e russi.
Le parole del ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, hanno aggiunto un ulteriore tassello al dibattito. Secondo Crosetto, «chiedere di non aiutare Kiev mentre continuano le bombe è una richiesta assurda», sottolineando come il sostegno all’Ucraina rimanga una priorità per molti Paesi occidentali. Intanto, Mosca ha annunciato uno scambio di 175 prigionieri con Kiev, un gesto che potrebbe essere interpretato come un tentativo di distensione, seppur parziale.
Gli attacchi notturni hanno colpito diverse regioni ucraine, tra cui Donetsk, Zhytomyr, Chernihiv, Poltava, Kharkiv, Kirovohrad, Dnipropetrovsk e Cherkasy. La difesa aerea ucraina è stata attivata, ma non è riuscita a intercettare tutti i droni, causando danni significativi. «Ora in molte regioni si può letteralmente sentire di cosa ha realmente bisogno la Russia», ha dichiarato un portavoce militare ucraino, riferendosi alla distruzione delle infrastrutture civili.
Questa settimana si è rivelata cruciale anche per la difesa europea, con la presentazione del Libro bianco e il vertice dei leader Ue in programma tra oggi e domani. Mentre i colloqui di Gedda potrebbero rappresentare un primo passo verso una tregua, la situazione sul campo rimane instabile. Gli attacchi russi, seppur ridotti in intensità rispetto alle settimane precedenti, continuano a colpire obiettivi sensibili, alimentando le tensioni e rendendo incerto il percorso verso una pace duratura.




