Droni su Copenaghen e Oslo: la polizia indaga su uno scenario ibrido

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le autorità danesi stanno investigando sul grave episodio di lunedì sera che ha portato alla chiusura temporanea degli aeroporti di Copenaghen e Oslo, costellato di voli cancellati e dirottati, a causa del sorvolo di diversi droni. L'ispettore capo della polizia, Jens Jespersen, ha dichiarato che non si può escludere l'ipotesi di uno "scenario ibrido", una definizione che racchiude la possibilità di operazioni ostili condotte in quella zona grigia, appunto ibrida, tra azioni militari e civili, spesso di difficile attribuzione. Jespersen ha aggiunto, senza poterlo confermare ma nemmeno scartare, che i velivoli telecomandati potrebbero essere stati gestiti "da una o più navi presenti sull'Øresund o nel Mar Baltico".

L'incidente, durato oltre quattro ore e descritto senza mezzi termini dalla premier Mette Frederiksen come "l'attacco più grave mai visto contro un'infrastruttura critica danese", ha gettato il paese in uno stato di allerta elevato. L'allarme è scattato poco dopo le venti e trenta, quando nei cieli vicini alla capitale sono stati avvistati tre o forse quattro droni di grandi dimensioni. La decisione di interrompere il traffico aereo, sebbene drasticamente efficace nel prevenire rischi immediati, ha causato un pesante scompiglio, coinvolgendo quasi un centinaio di voli e migliaia di passeggeri.

Le dichiarazioni della premier Frederiksen hanno ulteriormente inasprito la tensione diplomatica, poiché ha apertamente affermato di non poter "escludere in alcun modo che si tratti della Russia". Un'accusa, sebbene non formulata in maniera diretta, che si inserisce in un contesto internazionale già estremamente teso. La mancanza di una rivendicazione ufficiale, d'altronde, è una caratteristica tipica delle operazioni ibride, le quali mirano a creare destabilizzazione mantenendo un livello di plausibile negabilità.

Mentre le indagini procedono per identificare gli operatori, definiti dal capo della polizia come "capaci", le forze dell'ordine si trovano ad affrontare una sfida complessa. L'episodio rappresenta un caso di studio inquietante sulla vulnerabilità delle infrastrutture fondamentali di una nazione. La vicenda dimostra come la sicurezza aerea contemporanea debba confrontarsi con minacce nuove e asimmetriche, che richiedono, oltre a protocolli di reazione rapidi, anche sofisticate capacità investigative per risalire alla fonte di attacchi sempre più difficili da tracciare.

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