Il padovano Michele Ruol nella cinquina del Premio Strega: un medico che scrive di rinascita
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Michele Ruol, anestesista padovano di 38 anni, è tra i cinque finalisti del Premio Strega 2025 con Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia, opera pubblicata da TerraRossa edizioni. Il libro, uscito quasi un anno fa, ha già raccolto consensi, vincendo il Premio Berto e ottenendo la segnalazione di Walter Veltroni. Ruol, che concilia la scrittura con il lavoro in ospedale e la vita familiare, racconta una storia di rinascita dopo il dolore, tema che ha conquistato la giuria.
La cerimonia di proclamazione si terrà il 3 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma, dove verrà decretato il vincitore della 79esima edizione del premio, istituito nel 1947 da Maria Bellonci e Guido Alberti. L’annuncio della cinquina è avvenuto al Teatro Romano di Benevento, confermando l’attenzione per opere letterarie che, come quella di Ruol, uniscono profondità e originalità.
TerraRossa, casa editrice indipendente con sede ad Alberobello, dimostra ancora una volta la sua capacità di individuare talenti: dopo La casa delle madri di Daniele Petruccioli, finalista nel 2021, ora punta sull’esordio di Ruol. La filosofia della piccola realtà pugliese, che privilegia cura editoriale e coraggio, si conferma vincente.
Tra gli altri finalisti, spicca Nadia Terranova con Quello che so di te (Guanda), tornata in lizza a sei anni di distanza dall’ultima candidatura. La scrittrice siciliana, che ha dedicato parole di gratitudine alle sue radici, si conferma tra le voci più autorevoli del panorama contemporaneo.




