Sud Corea, smentite le voci su una nuova legge marziale
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Redazione Esteri
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Il ministro della Difesa sudcoreano, Kim Seon-ho, ha categoricamente smentito le voci circolate questa mattina riguardo a un possibile nuovo ordine di legge marziale. Durante una conferenza stampa di emergenza, Kim ha dichiarato che né il ministero della Difesa né l'esercito obbediranno a eventuali ordini di esecuzione della legge marziale, qualora venissero emessi. Le dichiarazioni del ministro giungono in un momento di crescente tensione politica nel Paese, con il presidente Yoon Suk Yeol al centro di una crisi di governo.
Yoon, infatti, ha deciso di non recarsi all'Assemblea nazionale a Seul, dove una folla di deputati lo attendeva al grido di "Impeachment, impeachment!". Fonti della sicurezza sudcoreana e del Parlamento, citate dalla BBC, hanno riferito che non è chiaro cosa abbia trattenuto il presidente dal presentarsi in Parlamento. Questa decisione ha ulteriormente alimentato le proteste, che sono ormai giunte alla seconda giornata consecutiva.
Migliaia di manifestanti sono scesi in strada in diverse regioni della Corea del Sud, tra cui Gyeryong, nella provincia di Chungcheong, chiedendo le dimissioni del presidente. Con slogan e canti, i manifestanti esprimono il loro dissenso nei confronti del tentativo fallito di Yoon di imporre la legge marziale. Le proteste, caratterizzate da una partecipazione massiccia e da un clima di forte tensione, rappresentano un momento cruciale per la democrazia sudcoreana.
Il ministro della Difesa, nel suo intervento, ha voluto rassicurare la popolazione, sottolineando che le voci circolate erano infondate e che il governo è impegnato a mantenere la stabilità e la sicurezza del Paese.




