Sud Corea, il ministro della Difesa smentisce le voci su una nuova legge marziale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il ministro della Difesa sudcoreano, Kim Seon-ho, ha dichiarato in una conferenza stampa di emergenza che le voci circolate questa mattina riguardo a una possibile nuova dichiarazione di legge marziale sono infondate. Kim ha sottolineato che né il ministero della Difesa né l'esercito obbediranno a eventuali ordini di esecuzione della legge marziale, qualora venissero emessi nuovamente. Questa affermazione arriva in un momento di crescente tensione politica nel Paese, con il presidente Yoon Suk-yeol che ha recentemente perso il sostegno del suo stesso partito, il Partito del potere del popolo.

La crisi politica in Sud Corea si è aggravata dopo che Yoon ha tentato di dichiarare la legge marziale, una decisione che è stata rapidamente ritirata a causa del voto contrario del Parlamento. La mossa del presidente ha suscitato forti critiche, non solo dall'opposizione ma anche dal suo gruppo politico, che ora chiede le sue dimissioni. Han Dong-hoon, leader del Partito del potere del popolo, ha annunciato che incontrerà Yoon nel pomeriggio presso la residenza presidenziale per discutere della situazione.

Le tensioni sono ulteriormente aumentate quando Han ha indicato che il suo partito potrebbe sostenere la mozione di impeachment presentata dalle opposizioni contro Yoon. La mozione è stata proposta in risposta alla decisione del presidente di imporre la legge marziale martedì scorso, una scelta che ha sollevato preoccupazioni sulla stabilità democratica del Paese. Se il Partito del potere del popolo decidesse di schierarsi con l'opposizione, i numeri per destituire Yoon sarebbero sufficienti.

La situazione rimane fluida e incerta, con il capo del partito di maggioranza che ha definito Yoon "un grave pericolo" e ha espresso timori che il presidente possa tentare nuovamente di imporre la legge marziale.

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