La primavera va in pausa, sulle Marche torna la neve: attesi fino a trenta centimetri sui Sibillini
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Redazione Interno
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Chi aveva già riposto al sicuro i giacconi pesanti, illuso da un febbario con temperature di tre gradi al di sopra della norma e da una prima metà di marzo di stampo primaverile, farebbe meglio a correre ai ripari. Da domani, mercoledì 18 marzo, anche le Marche saranno investite da un deciso colpo di coda dell’inverno, con le temperature che subiranno una brusca discesa, i venti che soffieranno forti da nord-est e il mare che diventerà molto mosso. Si tratta, spiegano gli esperti, di una retrogressione fredda dai Balcani, un nucleo di aria continentale che porterà piogge diffuse e, particolare non trascurabile, il ritorno della neve sull’Appennino, in particolare sui settori centro-meridionali della regione.
Le aree maggiormente interessate dalle precipitazioni nevose, come conferma il meteorologo Pierluigi Randi, presidente dell’Associazione Meteo Professionisti, saranno quelle del Maceratese e dell’Ascolano, soprattutto al confine con l’Abruzzo; lì, dove i fenomeni si preannunciano più intensi, si potranno raggiungere accumuli consistenti, nell’ordine dei venti-trenta centimetri sulle cime più elevate, candidati principali i Monti Sibillini. Il limite delle nevicate, durante le fasi più intense della perturbazione, potrà scendere temporaneamente fino a quote di alta collina, aggirandosi sugli ottocento-novecento metri, mentre tra Pesarese e la parte settentrionale della regione i fenomeni risulteranno più deboli e intermittenti.
Il calo termico sarà sensibile ma, a onor del vero, senza valori considerati eccezionali per il periodo: le massime in pianura e lungo la costa faticheranno a superare i quattordici-quindici gradi, attestandosi su valori di tre o quattro gradi inferiori alla media di metà marzo. L’attenzione, inevitabilmente, si sposta anche sulle campagne, dove molte colture, dai frutteti ai vigneti nelle zone interne, sono già in piena fase vegetativa e osservano con prudenza questo ritorno del freddo. Pur non essendo uno scenario eccessivamente preoccupante, qualche moderata criticità potrebbe comunque manifestarsi, con un rischio maggiore previsto tra il 20 e il 22 marzo, quando eventuali schiarite notturne potrebbero favorire locali gelate nelle vallate interne, con temperature minime che potrebbero scendere fino a zero o poco sotto.
La giornata di mercoledì 18 marzo sarà dunque la più instabile, con cielo molto nuvoloso, piogge diffuse fino al pomeriggio e locali rovesci; il tutto accompagnato da venti nord-orientali moderati o tesi, con raffiche forti lungo la costa, e da un mare molto mosso. La Protezione Civile, d'altronde, ha già valutato per la stessa giornata un’allerta gialla su alcuni settori delle Marche, poiché i fenomeni meteo, impattando sul territorio, potrebbero determinare criticità idrogeologiche e idrauliche. Giovedì 19 marzo, invece, si assisterà a un miglioramento, con l’arrivo di schiarite più ampie e un cielo sereno o poco nuvoloso, mentre venerdì 20 marzo resterà un contesto asciutto ma più freddo al mattino, con minime in ulteriore calo.
L’analisi del meteorologo: quota neve e accumuli previsti
Entrando nel dettaglio delle previsioni, il meteorologo Randi spiega che, sebbene la quota neve si attesterà mediamente attorno ai mille metri, durante i rovesci più forti il limite potrebbe scendere di parecchio, arrivando localmente a ottocento-novecento metri. Questa dinamica è tipica delle perturbazioni di stampo invernale, dove l’intensità delle precipitazioni gioca un ruolo fondamentale nell’abbassamento temporaneo della quota delle nevicate. Il nucleo freddo in arrivo dai paesi danubiani, infatti, interesserà principalmente le regioni del versante adriatico, portando con sé un carico di aria instabile che si tradurrà in rovesci sparsi. Gli accumuli maggiori, come detto, sono attesi sui rilievi al confine con l’Abruzzo, dove non si esclude di superare i trenta centimetri di neve fresca sui Sibillini.
Le conseguenze per l’agricoltura e il timore delle gelate
Un capitolo a parte merita la situazione in ambito agricolo, dove il brusco ritorno del freddo potrebbe creare qualche grattacapo. Le temperature, in particolare quelle minime, sono destinate a calare in modo significativo, e nelle conche appenniniche l’aria fredda, una volta affluita, tende a sedimentare e rimanere intrappolata sul fondo valle. Per questo, l’attenzione degli agricoltori è rivolta ai prossimi giorni, quando le schiarite notturne potrebbero favorire valori termici prossimi allo zero o leggermente inferiori. C’è però una bella differenza, come sottolinea Randi, rispetto alle gelate ben più intense del 2020, che provocarono danni pesanti anche nelle Marche: in questa circostanza, si prevedono valori minimi intorno a zero, meno uno, al massimo meno due gradi, un quadro che al momento viene considerato sotto controllo, seppur con la necessaria prudenza.
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Tornano la neve e il freddo sulle Marche. Attesi fino a 30 cm sui Sibillini. Allerta della Protezione Civile e possibili gelate in agricoltura.




