Modric: "Il Milan è al livello del Real Madrid. Qui non ci si accontenta del quarto posto"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lo sguardo perso nel vuoto allo stadio, dopo lo sprofondo con il Cagliari che aveva chiuso una stagione cominciata sotto i migliori auspici, aveva tenuto i tifosi col fiato sospeso per settimane.

Percepivano ansia, incertezza, sconforto e tutti si ponevano una domanda: Luka Modric, visto com'era andata a finire, avrebbe rinnovato il contratto con il Milan, oppure avrebbe ringraziato e salutato tutti? Il campione croato è partito per il Mondiale senza aver sciolto il dubbio, un po' perché aveva bisogno di rifletterci davvero, un po' perché nel momento in cui è terminata la stagione con il Milan, è iniziata quella con la nazionale.

E invece, proprio dalle sue dichiarazioni rilasciate ai canali ufficiali del club rossonero a pochi giorni dall'inizio della nuova annata, arriva la risposta più attesa: la sua avventura a Milano continuerà.

Le ragioni del rinnovo: la scelta di cuore e il progetto

A 41 anni che compirà a settembre, Modric ha scelto di restare, legandosi al Milan per un'altra stagione. Un annuncio ufficiale arrivato dopo settimane di riflessione, con il pallone d'oro che ha voluto ascoltare il proprio corpo prima di prendere una decisione tanto importante. "Sono sempre rimasto in contatto con le persone del Milan e, nonostante fossi al Mondiale, ho sempre avuto in testa il Milan", ha spiegato, svelando il motivo che lo ha spinto a dire sì.

Il centrocampista ha raccontato di aver potuto firmare il prolungamento in ogni momento della scorsa stagione, anche a dicembre, ma di aver preferito attendere per capire quanta fame e passione avesse ancora nel continuare a giocare a calcio. E alla base della sua scelta c'è stata la percezione di essere al centro di un progetto: "Il Milan ha dimostrato quanto tenesse a me e al fatto che facessi parte di questo nuovo progetto: era quello di cui avevo bisogno, quello che volevo sentirmi dire. Ne ho parlato con la mia famiglia e ho deciso di rimanere.

Ogni giocatore ha bisogno della fiducia e dell'amore del club, dei tifosi, dei compagni, di chi lavora nella squadra".

L'infortunio e la frustrazione per un finale amaro

Nel corso dell'intervista, Modric non ha nascosto l'amarezza per il finale della passata stagione, culminato con il deludente pareggio contro il Cagliari che è costato la qualificazione alla Champions League. "Frustrante", ha definito il momento, ricordando come la squadra stesse facendo bene fino a marzo, giocando un buon calcio e ottenendo risultati importanti, al punto da lottare per qualcosa di più grande. A frenare l'entusiasmo, però, c'è stato un infortunio che lo ha costretto a saltare le partite decisive.

"Nelle ultime partite mi dispiace non aver dato il mio contributo come lo avevo fatto prima del mio infortunio. È stata dura non raggiungere il nostro obiettivo", ha confessato il centrocampista, che però ha scelto di non fermarsi agli aspetti negativi. Della stagione, ha preferito trattenere le cose positive: l'atmosfera del club, l'unità del gruppo e il modo in cui è stato trattato dai compagni, elementi che hanno contribuito a farlo sentire a casa e che alla fine hanno pesato nella decisione di rimanere.

"Qui si deve vincere": la stoccata alla mentalità del passato

Le parole di Modric, però, non sono state solo una dichiarazione d'amore, ma anche un messaggio chiaro sulle ambizioni future del club. L'ex stella del Real Madrid ha tracciato un parallelo diretto con la sua esperienza in Spagna, affermando senza mezzi termini che il Milan deve puntare al massimo. "Ho giocato nel Real Madrid, il club più grande del mondo, ma la sensazione è che il Milan sia allo stesso livello. Chi parla del Milan, lo fa in maniera diversa rispetto ad altri club. E quando arrivi qui, capisci perché", ha dichiarato.

Un'affermazione che suona quasi come una stoccata alla filosofia che ha contraddistinto le ultime stagioni, quando l'obiettivo principale sembrava essere il ritorno tra le prime quattro. "Se giochi in un club come il Milan, la cosa più normale è pensare di voler vincere e non solo centrare la qualificazione in Champions. Devi puntare al massimo", ha ribadito, fissando un paletto ben preciso per la nuova stagione che sta per cominciare.

Un nuovo ruolo e la gestione delle energie

Per il prossimo campionato, con il nuovo allenatore Ruben Amorim, la gestione del croato sarà diversa. Il tecnico portoghese, che ha fortemente voluto la sua permanenza, si prepara a gestire il minutaggio del fuoriclasse per preservarne le energie in vista di un calendario fitto di impegni. Una programmazione oculata che permetterà a Modric di essere decisivo nei momenti chiave, alternandosi in cabina di regia con Ardon Jashari e mettendo la sua immensa esperienza al servizio della squadra.

Il suo obiettivo rimane quello di vincere e di lasciare il segno, consapevole di rappresentare un club che, per storia e tradizione, non può accontentarsi.

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