Sub disperso a Torre Faro dopo l’immersione: ricerche in corso nello Stretto di Messina
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Redazione Interno
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Antonio Ridolfi, 49 anni, sub professionista della Marina Militare originario di Giulianova, in provincia di Teramo, è disperso nelle acque di Torre Faro, a Messina, dopo un’immersione dalla quale non ha fatto rientro. Le ricerche nello Stretto di Messina sono scattate dopo l’allarme lanciato dagli amici dell’uomo e sono proseguite durante la notte con il coordinamento della Guardia Costiera.
Le operazioni di ricerca nello Stretto di Messina
Il dispositivo di soccorso è impegnato nello specchio d’acqua davanti alla spiaggia di via Palazzo, nella zona di Torre Faro. La Guardia Costiera ha impiegato due motovedette e una squadra a terra per individuare il sub disperso, mentre le attività sono state rese più complesse dalle caratteristiche dello Stretto, dove sono presenti correnti particolarmente intense.
Durante la notte le operazioni sono state rafforzate con ulteriori mezzi navali e con il supporto di un elicottero della Guardia Costiera dotato di strumenti per il controllo dall’alto dell’area interessata. Con il proseguimento delle attività sono stati coinvolti anche i sommozzatori specializzati della Guardia Costiera di Messina, impegnati nelle verifiche nelle zone considerate utili per le ricerche.
L’allarme degli amici e l’immersione in solitaria
L’allarme è stato lanciato dagli amici messinesi del 49enne dopo che l’uomo non è tornato al punto previsto. Ridolfi frequentava abitualmente Messina in questo periodo dell’anno e si appoggiava a conoscenze locali per custodire la propria attrezzatura da sub.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo si sarebbe immerso da solo tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio nelle acque antistanti Torre Faro. Gli amici, non riuscendo a mettersi in contatto con lui, hanno deciso di chiedere l’intervento dei soccorritori, facendo partire il complesso sistema di ricerca in mare.
Il profilo del sub e gli elementi valutati dai soccorritori
Ridolfi è un militare della Marina con esperienza nelle attività subacquee. Le squadre impegnate nelle ricerche stanno ricostruendo le circostanze dell’immersione e valutando anche gli elementi legati all’attrezzatura utilizzata, per definire con maggiore precisione l’area nella quale concentrare gli interventi.
Tra gli aspetti esaminati dai soccorritori figura anche il tipo di equipaggiamento impiegato durante l’immersione. Le verifiche riguardano il percorso seguito prima della scomparsa e le condizioni operative presenti nello Stretto, una zona caratterizzata da un ambiente marino particolarmente dinamico.
Le ricerche sono state estese anche con controlli aerei e navali per individuare eventuali segnali utili alla localizzazione del sub. Nelle attività sono state coinvolte diverse unità impegnate nel monitoraggio dell’area marina davanti a Torre Faro.
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