Torino, il Comune sollecita Cairo sul progetto per lo stadio Olimpico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Comune di Torino torna a premere sul presidente del Torino, Urbano Cairo, per il futuro dello Stadio Olimpico Grande Torino. Palazzo Civico attende ancora la proposta concreta per la riqualificazione dell'impianto, dopo la manifestazione di interesse presentata dal club nella scorsa primavera. «Cairo presenti il progetto, finalmente. Lo aspettavamo a settembre, ora vedremo se arriverà a ottobre», ha dichiarato l'assessore allo Sport Domenico Carretta, tornando su un dossier sul quale negli ultimi mesi sia lui sia il sindaco Stefano Lo Russo hanno più volte manifestato una certa impazienza.

La manifestazione di interesse e l'attesa per il project financing

Il percorso amministrativo era partito lo scorso 24 aprile, quando il Torino aveva formalizzato una manifestazione di interesse preliminare finalizzata alla presentazione di una proposta di partenariato pubblico-privato mediante project financing, annunciando contestualmente una collaborazione con il Politecnico di Torino per la redazione del progetto urbano. Da allora, però, tutto è rimasto sotto traccia.

Il sindaco Lo Russo, intervenendo a una diretta radio, aveva spiegato che la proposta «è in fase di elaborazione credo abbastanza avanzata» e che sarebbe stata redatta dalla società con il supporto dell'ateneo torinese. Una volta ricevuta, il documento verrà vagliato dagli uffici comunali, che ne esamineranno i contenuti e il quadro economico-finanziario, per poi essere pubblicato in conformità al codice appalti.

Il nodo delle ipoteche e il valore dell'impianto

Uno dei passaggi che ha reso possibile l'apertura di questo scenario è stato la cancellazione delle ipoteche che gravavano sullo stadio per oltre trenta milioni di euro, eredità del fallimento di vent'anni fa. Lo stesso sindaco ha ricordato come, senza quell'operazione, non sarebbe stato possibile parlare di sviluppo dell'impianto. Lo Stadio Olimpico, inaugurato nel 1933 come Stadio Municipale Benito Mussolini, è un esempio di razionalismo italiano e ha assunto l'attuale denominazione nel 2016, in omaggio alla squadra del Grande Torino scomparsa nella tragedia di Superga.

La sua capienza attuale è di 28.177 posti, tutti al coperto e a sedere, ridotta rispetto ai 65.000 originari per rispettare le moderne norme di sicurezza.

Il quadro degli impianti granata e le prospettive

Il dossier stadio si inserisce in un quadro più ampio che riguarda le strutture del club. Nel frattempo, il centro sportivo Robaldo è diventato il quartier generale del settore giovanile granata, con tutte le formazioni under che vi si allenano stabilmente. La struttura, situata in strada Castello di Mirafiori, era stata concessa al Torino quasi dieci anni fa ed è entrata a pieno regime nel corso della stagione in corso, con la Primavera che ha iniziato a utilizzarla dal mese di luglio.

Il sindaco ha indicato tra gli obiettivi dell'amministrazione anche la valorizzazione del Filadelfia, storico campo del Grande Torino ricostruito nel 2017 e oggi sede degli allenamenti della prima squadra, la cui proprietà fa capo a un soggetto giuridico distinto, la Fondazione Filadelfia.

L'iter previsto dal codice degli appalti

La procedura per arrivare alla gestione di lungo periodo dell'impianto segue un percorso preciso. Il Torino presenterà il proprio project financing al Comune; una volta valutato e approvato dagli uffici, l'ente pubblicherà un bando al quale potranno partecipare anche proposte concorrenti. Alla scadenza dell'avviso, il Comune valuterà il progetto migliore e aggiudicherà l'area. Il bene resterà di proprietà pubblica, mentre i lavori di riqualificazione saranno a carico del club, che gestirà la struttura versando un canone calmierato in base agli investimenti effettuati.

La durata della concessione dipenderà dal valore dei lavori e del progetto presentato: più il club investirà, più lunga sarà la concessione. L'obiettivo dichiarato dall'amministrazione è ricevere la proposta entro i prossimi mesi e fare in modo che lo stadio diventi «autenticamente del Toro», come ha spiegato il sindaco, per dare solidità finanziaria e societaria alla società e proseguire le sue attività sportive.

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