Indagati sindaco e amministratori a Cotronei, nel mirino i fondi per il museo di Steven Tyler
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Redazione Interno
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La Procura di Crotone, in un’operazione che conclude un’indagine durata oltre tre anni, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a quindici persone, tra cui figurano il primo cittadino di Cotronei, Antonio Ammirati, altri amministratori pubblici, funzionari comunali e imprenditori locali. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Domenico Guarascio e condotta dai carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro, disvela una fitta trama di presunti illeciti che avrebbero insidiato la macchina amministrativa del comune silano, i quali, secondo gli atti dell’accusa, spaziano dal falso ideologico e materiale in atto pubblico fino a reati di più marcata gravità come la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, la corruzione elettorale, la concussione e l’estorsione.
Il progetto irrealizzato e i finanziamenti regionali
Al centro delle contestazioni, che includono anche il reato di tentata induzione indebita a dare o promettere utilità, si staglia la vicenda legata a un ambizioso progetto culturale mai portato a compimento: la creazione di un museo del rock dedicato a Steven Tyler, il carismatico frontman degli Aerosmith, le cui origini familiari, attraverso la discendenza dalla famiglia Tallarico, si intrecciano con la storia del borgo. Quel museo, che avrebbe dovuto trovare casa nell’antico palazzo Bevilacqua situato nel centro storico, aveva ottenuto dalla Regione un cospicuo finanziamento di 1,3 milioni di euro. Fondi pubblici, questi, che secondo le ricostruzioni investigative non avrebbero visto la realizzazione dell’opera promessa, divenendo piuttosto l’oggetto di una complessa operazione di gestione illecita.
Il ventaglio delle accuse e i soggetti coinvolti
Le ipotesi di reato tracciano il profilo di un sistema di potere locale che avrebbe operato al di fuori dei crismi della legalità, con il comune di Cotronei che, stando a quanto emerge dagli avvisi, sarebbe stato teatro di irregolarità sistematiche nella gestione degli appalti pubblici e di condotte estorsive. La truffa aggravata, in particolare, viene contestata in relazione all’ottenimento e alla successiva destinazione dei fondi regionali, mentre le accuse di corruzione elettorale e concussione dipingono un quadro di rapporti opachi tra la sfera pubblica e quella privata, nei quali alcuni imprenditori, a loro volta indagati, avrebbero svolto un ruolo non marginale.
L’attività investigativa e i prossimi passi processuali
L’operato della Procura, che si è avvalsa dell’attività dei militari dell’Arma, ha permesso di raccogliere un corpus di elementi tali da giustificare il passaggio alla fase successiva del procedimento. La notifica degli avvisi, un atto formale che consente agli indagati di prendere conoscenza delle accuse e di esercitare il diritto alla difesa, costituisce la premessa per la possibile richiesta di rinvio a giudizio. L’intera vicenda, che lega indissolubilmente il nome di una rockstar internazionale a una piccola realtà calabrese, attende ora gli sviluppi in sede giudiziaria per l’accertamento delle responsabilità individuali.




