Steven Tyler e il museo del rock che non c'è, tra radici calabresi e inchiesta
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Redazione Interno
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Steven Tyler, la voce iconica degli Aerosmith, custodisce un legame profondo con le proprie origini, che affondano le radici nel piccolo borgo di Cotronei, in provincia di Crotone, da cui suo nonno Giovanni emigrò verso l'America agli albori del Novecento. Quel legame, rinsaldato da una visita commossa nel 2013 durante la quale il rockstar non esitò a improvvisare un concerto intimo per i parenti, si è poi scontrato con la complessa realtà di un progetto culturale, nato con grandi ambizioni e arenatosi tra polemiche e accertamenti giudiziari.
La diffida e il progetto controverso
La Regione aveva stanziato 1,3 milioni di euro affinché il comune realizzasse un museo della musica dedicato al frontman, un'operazione che avrebbe potuto ridare slancio a un territorio. Tyler, però, attraverso i suoi legali ha inviato una formale diffida all'amministrazione, chiedendo esplicitamente che il suo nome non venisse associato all'iniziativa. La motivazione, come ebbe a precisare nel 2022, risiedeva nella scelta della location: il rockstar riteneva imprescindibile che il museo trovasse casa proprio nel palazzo che aveva visto nascere, vivere e sposarsi suo nonno Giovanni, un vincolo affettivo e simbolico che l'amministrazione comunale ha disatteso optando per un capannone, senza peraltro che i lavori giungessero a compimento.
L'inchiesta e un'occasione persa
Proprio su questa vicenda, con il suo carico di aspettative deluse e scelte controverse, si è aperta un'indagine della magistratura che coinvolge il sindaco di Cotronei e altre quattordici persone. Le attenzioni degli inquirenti si concentrano sulle dinamiche che hanno portato all'impasse progettuale e all'utilizzo dei fondi pubblici, un epilogo che appare in netto contrasto con le intenzioni iniziali. Nino Grassi, avvocato e cugino dello stesso Tyler, sottolinea come si tratti di un'occasione persa, ricordando "il attaccamento" che Steven ha più volte manifestato per la Calabria, una regione che considera parte integrante della sua storia familiare.
Il ricordo di un legame autentico
Quel legame, del resto, era emerso in tutta la sua genuinità durante la visita del 2013, quando l'incontro con la parte calabrese della famiglia si trasformò in una spontanea esibizione. Senza la sua band né la sua attrezzatura, Tyler suonò per i presenti con una semplice tastiera da piano bar, regalando un momento di pura condivisione che sembrava preludere a una collaborazione futura. Un episodio che, alla luce degli sviluppi successivi, assume i toni di un ricordo amaro, lontano dalle dispute legali e dalle intricate questioni che hanno finito per offuscare il potenziale di un'idea nata per celebrare la musica e le radici.




