Grande Fratello Vip, la settima puntata e il “tanga gate” che mette a nudo (male) Renato

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Martedì 7 aprile, la settima puntata del “Grande Fratello Vip” (giunto ormai a metà del suo percorso) ha regalato al pubblico un copione denso di nervosismi e dinamiche tossiche, il tutto impacchettato in una cornice di ascolti che, dopo il crollo iniziale, sembrano essersi pietrificati attorno ai 2 milioni di spettatori e a un misero 16% di share. A condurre la serata, come sempre, c’era Ilary Blasi, affiancata da Cesara Buonamici e da una Selvaggia Lucarelli particolarmente affilata nel denunciare certe bassezze umane, mentre la modella Ibiza Altea lasciava definitivamente la casa dopo aver perso il televoto contro Marco Berry e Antonella Elia. Se da un lato l’eliminazione della Altea (la prima donna a uscire in questa edizione) ha chiuso un capitolo, dall’altro la cronaca della serata è stata dominata da un episodio ben più sgradevole, ovvero quello che in rete è già stato ribattezzato il “tanga gate”.

Il “tanga gate”, la vittimismo di Blu e lo scontro generazionale

Il vortice della polemica si è scatenato attorno alla concorrente Blu Barbara Prezia, la quale, dopo aver regalato un indumento intimo a un coinquilino, ha innescato una reazione a catena difficile da gestire per gli opinionisti in studio. La vicenda, che potrebbe apparire come una semplice bravata da reality, ha invece assunto i contorni di un caso quasi giudiziario morale, con Lucia Ilardo che si è detta profondamente offesa nella sua sfera privata e nella sua dignità di donna. E qui il comportamento di Blu è parso ambiguo: da un lato scatena la provocazione, dall’altro si rifugia nel ruolo della vittima incompresa, una tattica che Raul Dumitras ha smontato senza troppi giri di parole in nomination. Raul, dimostrando una schiettezza rara in questa edizione, ha accusato la Prezia di nascondersi dietro a un presunto “mestiere d’artista” che non si è mai visto tradotto in fatti concreti, nemmeno quando si è trattato di imbracciare una chitarra scordata o di esibirsi in un canto che non è mai arrivato. Il suo è stato un atto d’accusa contro chi gioca a fare la vittima solo quando fa comodo, un tentativo di spezzare quella coltre di ipocrisia che avvolge la casa.

Renato, l’indifendibile: tra mutandine e mancanza di empatia

Ma il vero protagonista in negativo della serata è stato senza ombra di dubbio Renato Biancardi, il quale ha raccolto il voto più basso (un 2 in pagella) per un comportamento definito “inqualificabile” persino dagli standard trash del programma. Renato, infatti, ha raccontato a Blu alcuni dettagli intimi e spregievoli della sua frequentazione con Lucia Ilardo, riducendo la coinquilina a un oggetto di gossip e spogliandola del suo rispetto con la stessa leggerezza con cui ci si libera di un fazzoletto usato. Quando Selvaggia Lucarelli ha provato a fargli notare la gravità delle sue parole (e il danno arrecato alla donna), lui ha risposto rifugiandosi in una cortina di falsa ingenuità, sostenendo di essere “poco ricettivo” anziché scusarsi. È un atteggiamento, questo, che tradisce una totale mancanza di empatia: non c’è consapevolezza del dolore altrui, né tantomeno il desiderio di riparare. Lui è lì, pigro come “un gatto sul davanzale”, a lasciare che le cose accadano senza mai prendersi una responsabilità, quasi fosse un arredo umano privo di sentimenti.

Antonella Elia vs Alessandra Mussolini: la crepa nel dream team

Non poteva mancare, naturalmente, lo scontro tra le due regine incontrastate del reality: Antonella Elia e Alessandra Mussolini. Quello che sembrava un dream team destinato a dominare la scena sta mostrando vistose crepe, con la Elia che accusa l’ex parlamentare di aver ridotto il loro rapporto a un semplice gioco di ruolo, ferendola nei sentimenti. La Mussolini, dal canto suo, non ha certo gradito la lezione e ha risposto per le rime, scatenando un botta e risposta che ha monopolizzato l’attenzione dello studio. E mentre le due si scambiano accuse di falsità e violenza verbale, il resto della casa (da Paola Caruso ad Adriana Volpe) si schiera, alimentando quella frattura che ormai sembra irreparabile. Intanto Raimondo Todaro, forse l’unico uomo capace di emergere dal fango delle piccolezze, ha commosso il pubblico con l’abbraccio alla figlia Jasmine, dimostrando che, se si vuole, si può fare intrattenimento anche senza calpestare la dignità altrui.

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