Bezzecchi sul podio a Motegi, ma il Mondiale si complica

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Marco Bezzecchi torna sul podio nel GP del Giappone, ma la corsa al Mondiale MotoGP diventa più difficile: a Motegi il pilota Aprilia chiude terzo alle spalle di Marc Márquez e Jorge Martín e sale a 49 punti dalla vetta della classifica. Il risultato tiene aperta matematicamente la partita iridata, ma fotografa anche la distanza che in questo momento separa il riminese dai due principali rivali. Davanti, infatti, il leader del campionato e il campione del mondo in carica sono divisi da appena due punti dopo un fine settimana nel quale il numero 93 della Ducati ha vinto sia la Sprint sia la gara domenicale.

Il duello con Bastianini deciso negli ultimi giri

Il terzo posto è arrivato dopo una difesa particolarmente impegnativa contro Enea Bastianini, protagonista di una rimonta che ha trasformato il finale in una sfida tutta italiana. Il pilota della KTM Tech3 ha firmato quattro giri veloci consecutivi tra il ventesimo e il ventitreesimo passaggio, abbassando proprio nell'ultima di quelle tornate il miglior tempo della gara a 1:43.041. L'attacco decisivo non è però riuscito: alla curva 10 dell'ultimo giro il tentativo di avvicinarsi ulteriormente al rivale non si è concretizzato e sul traguardo i due sono rimasti separati da appena 78 millesimi. Per l'Aprilia è così arrivato un doppio podio nella gara lunga.

Il riminese ha spiegato di avere dovuto aumentare progressivamente il ritmo mentre alle sue spalle l'avversario continuava a recuperare terreno. Nella parte iniziale, invece, aveva incontrato maggiori difficoltà soprattutto in frenata e aveva cercato di compensare forzando di più nelle accelerazioni, finendo per surriscaldare il pacchetto. Riducendo l'aggressività ha cominciato a sentirsi meglio in ingresso di curva, riuscendo a frenare più forte e ad aprire il gas in maniera più dolce. I tempi sono scesi proprio nella seconda parte della corsa, quando la pressione per difendere il podio è diventata più intensa.

Dopo l'infortunio manca la velocità immediata del venerdì

La spiegazione più significativa riguarda però il confronto con i due uomini che lo precedono nel campionato. Bezzecchi non ritiene di avere perso l'esplosività sul giro, ma riconosce che i suoi avversari sono cresciuti e ora riescono a essere più veloci. Il problema individuato dal pilota riguarda soprattutto la costruzione del weekend dopo l'infortunio subito al Sachsenring: prima dello stop riusciva a trovare immediatamente fiducia e prestazione fin dalle FP1, mentre nelle gare successive ha avuto più spesso bisogno di procedere per passi, migliorando sessione dopo sessione. Contro rivali già competitivi dalle prime prove, quel ritardo iniziale riduce le possibilità di arrivare alla domenica nelle condizioni migliori per sfidarli.

Motegi ha mostrato chiaramente questa differenza. Nella prima parte della gara il pilota della RS-GP ha provato a mantenere il contatto con la coppia di testa, ma il ritmo non gli ha consentito di inserirsi realmente nella battaglia per la vittoria. Più avanti è riuscito a migliorare e ad avvicinarsi al compagno di squadra, proprio mentre alle sue spalle aumentava la pressione per la terza posizione. La necessità indicata dallo stesso pilota è quindi recuperare quella capacità di partire forte già dalle prime sessioni, invece di impiegare buona parte del fine settimana per raggiungere il livello di confidenza necessario a sfruttare completamente la moto.

Aprilia firma un risultato mai ottenuto prima in Giappone

Per la Casa di Noale il fine settimana giapponese ha comunque prodotto un risultato storico: due sue moto sono salite insieme sul podio a Motegi, un traguardo che il costruttore non aveva mai raggiunto su questa pista. Massimo Rivola ha definito positivo il weekend anche alla luce di quanto accaduto nella Sprint, quando la penalità per track limits aveva fatto retrocedere il leader iridato dalla seconda alla terza posizione. L'amministratore delegato di Aprilia Racing ha criticato in particolare la gestione cronologica delle sanzioni, sostenendo che l'ordine con cui erano state applicate aveva inciso sul piazzamento finale della gara breve.

La domenica ha inoltre confermato quanto fosse delicata la gestione degli pneumatici dopo i problemi di degrado emersi nella Sprint: nella gara lunga i piloti hanno scelto la posteriore dura. Sul nuovo asfalto del Mobility Resort la pole era stata ottenuta con il record assoluto della pista di 1:42.371, segnale di un fine settimana molto veloce sul giro singolo ma più complesso nella gestione della distanza. Per il numero 72 il podio ha avuto anche un significato personale: dopo la gara ha raccontato di avere perso una persona cara all'inizio della settimana e di essere felice di avere potuto dedicarle il risultato ottenuto in Giappone.

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