Conte smentisce i contatti per la panchina dell'Italia: "Nessuno mi ha chiamato"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La questione relativa alla panchina della Nazionale italiana continua a tenere banco, alimentando discussioni e ipotesi sulle possibili soluzioni da adottare per il dopo-Luciano Spalletti. In questo quadro di incertezze, il nome di Antonio Conte è stato tra quelli più gettonati dalla stampa e dagli addetti ai lavori, complice la sua esperienza e la sua storia recente con la maglia azzurra; lo stesso tecnico salentino, tuttavia, ha voluto mettere i puntini sulle i, smentendo categoricamente ogni tipo di contatto in merito alla successione sulla panchina dell'Italia.

L'intervento a Dazn e le parole sulla Figc

Antonio Conte è stato ospite di Dazn nel lungo pre-partita della finale del Mondiale 2026, disputata tra Spagna e Argentina, e l'occasione è stata propizia per fare chiarezza sul suo futuro. Interrogato direttamente sulla possibilità di tornare a guidare la Nazionale, un ruolo che già ha ricoperto dal 2014 al 2016 portando la squadra a risultati importanti agli Europei, l'allenatore è stato lapidario: "Se sono stato contattato per il ruolo di ct? No".

Con queste poche parole, Conte ha di fatto spento le voci che lo davano tra i candidati principali, anche se va detto che non ha chiuso del tutto la porta a un eventuale futuro in azzurro, limitandosi a fotografare la situazione attuale.

Le candidature in lizza

In queste ultime settimane, il toto-nomi per la successione in panchina ha coinvolto principalmente tre figure di spicco: oltre allo stesso Antonio Conte, vengono accostati alla guida tecnica della Nazionale anche Roberto Mancini, reduce dall'esperienza in Arabia Saudita, e Andrea Pirlo, attualmente senza squadra dopo la parentesi sulla panchina della Sampdoria.

Sebbene tutti e tre vantino un curriculum di tutto rispetto e conoscano perfettamente l'ambiente del calcio italiano, l'ammissione di Conte – il quale ha rivelato di non aver ricevuto alcuna telefonata ufficiale – sembra ridimensionare le sue reali possibilità, spostando l'attenzione sugli altri due profili o su eventuali soluzioni esterne che potrebbero emergere nei prossimi giorni.

La valutazione su Malagò e Maldini

Nel corso della stessa intervista rilasciata a Dazn, Conte ha speso parole di grande stima per la nuova struttura federale che si sta delineando, con particolare riferimento alla rielezione di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc e alla recente nomina di Paolo Maldini come nuovo direttore tecnico dell'Italia. "Sono state scelte persone di valore a capo della struttura – ha spiegato l'ex allenatore del Napoli – Malagò lo conosciamo tutti, sappiamo cosa ha fatto come Presidente del Coni e conosciamo il valore e lo spessore della sua persona".

Il tecnico leccese ha poi aggiunto che, a suo avviso, la combinazione tra la presidenza di Malagò e le competenze di Maldini potrà rilanciare il movimento azzurro, sebbene non abbia voluto sbilanciarsi più di tanto sul processo di scelta del nuovo commissario tecnico, ribadendo la necessità di un percorso condiviso e senza ombre da parte di tutti gli attori coinvolti.

Le condizioni per un eventuale ritorno

Nonostante la smentita sui contatti, Antonio Conte ha comunque lasciato intendere che, per un suo eventuale ritorno sulla panchina della Nazionale, sarebbe fondamentale trovare una piena condivisione di intenti con la nuova dirigenza; "la cosa più importante – ha affermato – è che ci sia condivisione nella scelta, che si sposi questa scelta senza se e senza ma".

Una dichiarazione che, se da un lato non chiude definitivamente alla possibilità di indossare nuovamente la maglia azzurra da allenatore, dall'altro pone delle condizioni chiare e non negoziabili, sottolineando quanto per lui sia determinante operare in un ambiente coeso e con obiettivi ben definiti. Nel frattempo, il lavoro di Paolo Maldini prosegue con l'obiettivo di individuare il profilo più adatto per guidare gli azzurri nel prossimo ciclo, e il nome di Conte, nonostante le ultime dichiarazioni, resta comunque sullo sfondo, sebbene ora appaia più defilato rispetto ai diretti competitor.

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