Operazione "Stream": smantellata rete pedopornografica, quattro arresti e il sito "Wikipedo" nel mirino
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Redazione Interno
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Un’articolata indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Napoli, ha portato allo smantellamento di una rete dedita alla pedopornografia online, con quattro arresti e perquisizioni in diverse regioni d’Italia. Tra i fermati, un 36enne della provincia di Pesaro e Urbino e un informatico biellese di 49 anni, accusati di aver scambiato migliaia di contenuti illegali attraverso piattaforme del dark web, frequentate da oltre due milioni di utenti.
L’operazione, battezzata "Stream", ha svelato l’esistenza di un sito chiamato "Wikipedo" – chiaro riferimento beffardo all’enciclopedia Wikipedia – che fungeva non solo da archivio di materiale pedopornografico, ma ospitava anche una sorta di "manuale per pedofili". Le indagini, condotte dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica (Cosc), hanno evidenziato come il portale fosse strutturato per facilitare lo scambio di immagini e video, oltre a diffondere linee guida per eludere i controlli delle forze dell’ordine.
Gli arrestati, tra cui figurano anche altri due soggetti ancora sotto esame, facevano parte di un network attivo su scala nazionale, i cui membri comunicavano attraverso canali cifrati. Le perquisizioni hanno permesso di sequestrare dispositivi elettronici contenenti un’enorme mole di dati, mentre ulteriori accertamenti sono in corso per identificare eventuali complici.
L’inchiesta, guidata dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone, si inserisce in un più ampio contesto di contrasto alla pedopornografia online, un fenomeno che continua a evolversi nonostante gli sforzi repressivi. Le autorità, senza entrare nel dettaglio dei contenuti rinvenuti per evitare di amplificarne la diffusione, hanno sottolineato la gravità dei reati contestati, che includono non solo il possesso e lo scambio di materiale illegale, ma anche l’istigazione alla produzione dello stesso.




