Congresso della Lega a Milano, Salvini sfida Garavaglia davanti a 705 delegati

Congresso della Lega a Milano, Salvini sfida Garavaglia davanti a 705 delegati
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Si apre oggi a Milano il congresso della Lega, un'assise straordinaria che si chiude domani e nella quale Matteo Salvini punta a essere riconfermato segretario federale davanti a 705 delegati. Lo slogan scelto è «Lega di lotta e di governo», formula con cui il leader intende assorbire il dissenso interno: «di governo» per rivendicare i risultati ottenuti stando nelle istituzioni, «di lotta» per indicare che altre battaglie restano da condurre. A sfidarlo c'è il senatore lombardo Massimo Garavaglia, che in extremis ha raccolto due firme in più delle ottanta necessarie per candidarsi.

Il documento di Garavaglia: autonomia e tre macroregioni

Il testo congressuale presentato da Garavaglia chiede più potere ai territori e meno centralismo, propone l'articolazione in tre macroregioni e respinge una fisionomia di estrema destra per il partito. Il documento riprende le richieste avanzate durante l'estate dai nordisti: federalismo, autonomia e una gestione più collegiale del movimento. Al voto dei delegati si presentano così due idee diverse di partito, più che due semplici candidature, con una linea di governo rivendicata da una parte e una richiesta di riequilibrio verso il Nord dall'altra.

La fronda nordista e la convocazione a sorpresa da Pontida

Il congresso straordinario è stato annunciato da Salvini dal palco di Pontida il mese scorso, con l'obiettivo di mettere fine alle continue fibrillazioni interne alimentate dalla cosiddetta fronda nordista. Da tempo nella Lega scorre una corrente contraria e mugugnante nei confronti del segretario, e la scelta di aprire le assise obbliga chi voglia contestarlo a farlo ora, in una sede formale, davanti ai delegati.

L'asse dei critici è trasversale ed è guidato dal governatore della Lombardia Attilio Fontana e dal capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, che è anche segretario della Lega Lombarda. A rafforzarlo contribuiscono l'ex Doge del Veneto Luca Zaia, il presidente del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e quello della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti. Anche tra i delegati bergamaschi le posizioni divergono: c'è chi invoca «Salvini, è ora di cambiare» e chi risponde «Rivotiamolo e mettiamo a tacere le polemiche».

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.