Spazio: la Crew Dragon si aggancia alla Iss, a bordo quattro astronauti di diverse agenzie
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La capsula Crew Dragon Endeavour, sviluppata da SpaceX, ha completato con successo l’aggancio al modulo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale dopo un viaggio di 15 ore, partito dal Kennedy Space Center della Nasa. A bordo, un equipaggio internazionale composto dall’astronauta americana Zena Cardman – al comando della missione –, dal veterano della Nasa Mike Fincke, dal giapponese Kimiya Yui, rappresentante della Jaxa, e dal cosmonauta russo Oleg Platonov, inviato da Roscosmos.
L’arrivo della navicella, che rientra nell’undicesima spedizione del Commercial Crew Program, segna un altro passo nella collaborazione tra enti spaziali e industria privata, avviata dalla Nasa per garantire l’accesso regolare all’orbita terrestre dopo il ritiro degli Space Shuttle. La presenza di astronauti di diverse nazionalità – nonostante le tensioni geopolitiche che, come è noto, influenzano anche le relazioni nello spazio – conferma la natura cooperativa della Iss, progetto che coinvolge Stati Uniti, Russia, Europa, Giappone e Canada.
Una volta a bordo, i nuovi arrivati sono stati accolti dai colleghi già presenti nel laboratorio orbitante, portando temporaneamente a undici il numero di persone a gravità zero. La missione, che prevede una serie di esperimenti scientifici e attività di manutenzione, durerà sei mesi, durante i quali l’equipaggio condurrà ricerche in microgravità, utili anche per future missioni verso la Luna e Marte.
Quella di oggi non è solo una tappa fondamentale per il programma spaziale statunitense, ma anche una dimostrazione di come la partnership tra pubblico e privato – con SpaceX in primo piano – stia ridefinendo l’esplorazione orbitale. Intanto, mentre Trump è di nuovo alla Casa Bianca, l’amministrazione americana continua a spingere per una presenza stabile oltre l’atmosfera, confermando gli investimenti nel settore.




