Violenza sulle donne, una piaga sociale da fermare
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Redazione Interno
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Il 25 novembre, Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, istituita dall'ONU nel 1999 per onorare il sacrificio delle tre sorelle Mirabal, brutalmente assassinate nella Repubblica Dominicana, rappresenta un momento di profonda riflessione sulla condizione femminile e sulle violenze che, ancora oggi, molte donne subiscono. Secondo l'ultimo report Istat, nel corso del 2023 sono stati registrati 117 omicidi, di cui 96 hanno visto vittima una donna. Gli omicidi di genere rappresentano quindi l'82% del totale degli assassinii. È ancora l'ambito familiare, e in particolare quello della coppia, a registrare l'incidenza più alta: sono i partner con cui la donna ha una relazione al momento della morte (coniugi, conviventi, fidanzati) a compiere il maggior numero degli omicidi nella coppia (il 41%), mentre sono il 12,8% gli ex partner (ex coniugi, ex conviventi, ex fidanzati).
La violenza sulle donne è antica come il mondo, qualcosa di ancestrale, atavico, culturale; e nonostante oggi si viva in una società avanzata, civile e democratica, le pagine di cronaca riportano storie di abusi, omicidi e stupri, i fatti più terribili e appariscenti. La giornata del 25 novembre impone una riflessione su alcuni nodi esistenziali intimamente connessi alla relazione, spesso conflittuale, tra i sessi e alla sempre più diffusa marginalità e precarietà di affetti, che, certamente, non favoriscono un esercizio consapevole delle reciproche libertà.
In questo contesto, è fondamentale educare i ragazzi alla dolcezza e al rispetto reciproco, affinché possano crescere in una società improntata sulla parità di genere. La violenza sulle donne, infatti, non è solo un problema di ordine pubblico, ma una questione culturale che richiede un cambiamento profondo e radicale nella mentalità collettiva. Solo attraverso un'educazione mirata e una sensibilizzazione costante si potrà sperare di ridurre, e un giorno eliminare, questa piaga sociale.




