Bond torna in un videogioco che punta sull'autenticità, lontano dagli eccessi patinati

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Creare un James Bond credibile per un videogioco, operazione tutt’altro che scontata, non è questione che riguardi esclusivamente il suo aspetto esteriore. Gli sviluppatori di IO Interactive, che ieri hanno svelato il gameplay di «007: First Light» in un approfondito State of Play, si sono confrontati con una sfida ben più complessa: forgiare un protagonista il cui fascino risiedesse in un’umanità palpable, evitando di consegnare ai giocatori una figura eccessivamente levigata e artificiale. Il risultato, stando alle immagini diffuse, sembra essere un agente segreto che, pur mantenendo intatte le caratteristiche iconiche dell’eroe di Ian Fleming, mostra una dimensione più terrena e autentica, quella di un uomo in formazione, lontano dall’invincibilità assoluta.

L’anteprima, della durata di oltre trenta minuti, ha offerto una panoramica dettagliata su due missioni distinte che compongono la campagna narrativa. La prima colloca l’agente sotto copertura in un prestigioso torneo di scacchi che si tiene in Slovacchia, un ambiente elegante e sospetto dove l’osservazione e l’interazione sociale saranno cruciali; la seconda, invece, consiste in un’infiltrazione ad un evento di gala nel esclusivo quartiere londinese di Kensington, scenario che tradizionalmente combina esplorazione, azione stealth e momenti di tensione pura.

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